Lecco: stuprò una giovane alla Piccola, catturato dopo 5 anni. La terribile vicenda risale al 2014: gli uomini della Questura di Lecco raccolsero la denuncia di una giovane lecchese che era stata violentata da Abdullah Popalzai, 27 anni, di origini afgane e richiedente asilo.

Stuprò una giovane alla Piccola

Una vicenda terribile che la giovane vittima aveva raccontato, non senza sofferenza, nei minimi dettagli agli investigatori. La ragazza aveva trascorso la serata con un gruppo di amici. Tra questi anche Popalzai. I due a un certo punto erano rimasti soli  e lui aveva iniziato a “corteggiare” la giovane. Ma le avances si erano fatte sempre più spinte ed erano state respinte con fermezza dalla vittima. Ma l’uomo non aveva  accettato un no come risposta e aveva trascinato la sua vittima in uno stabile abbandonato dell’area mercatale della  Piccola dove poi aveva abusato di lei.

Le minuziose indagini degli agenti lecchesi

Dopo la denuncia erano scattate le indagini: gli agenti della Seconda Sezione della Squadra Mobile, insieme  ai colleghi della Polizia Scientifica avevano fatto un sopralluogo nello stabile dell’orrore ed erano riusciti a identificare lo stupratore. Sul luogo della violenza avevano raccolto numerosi indizi a supporto del terribile racconto della giovane donna. Tra questi anche un preservato contenete tracce biologiche. Le analisi eseguite  avevano permesso di riscontrare la commistione del dna di vittima e carnefice. Non solo, ma grazie ad altri rilievi tecnici i poliziotti erano riusciti a ricostruire un quadro accusatorio che smentiva tutte le dichiarazioni del sospettato. L’uomo infatti, sottoposto ad interrogatorio, aveva respinto ogni  accusa.

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La fuga

Sulla base di tutti gli elementi raccolti il sostituto procuratore della Repubblica di Lecco aveva  emesso un fermo di indiziato di delitto. Ma Popalzai era riuscito a fuggire prima dell’arresto. Da lì  su richiesta degli uomini della Mobile il pm Paolo del Grosso aveva  spiccato un mandato di arresto europeo.

Social sotto le lente e l’ipotesi terrorismo

E gli accertamenti degli agenti della Questura  non si sono  mai fermati negli anni. Anche la “rete” e in particolare i social network sono  stati attentamente monitorati nel tempo dai poliziotti lecchesi. Tutto questo ha permesso di individuare l’aguzzino inizialmente in  Belgio. Non solo ma sempre grazie alle analisi di quanto pubblicato sui social, ed in particolare i video, è stata ipotizzata anche una probabile affiliazione di Popalzai agli ambienti terroristici.

Catturato dopo 5 anni

Visto che Popalzai era un latitante in area Shengen gli investigatori si sono avvalsi del Servizio di Cooperazione Internazionale della Polizia fino  scoprire che si era spostato prima in Inghilterra e poi in Polonia dove, dopo 5 anni di latitanza ieri, 2 ottobre 2019, è stato catturato.

L’uomo verrà quindi riportato in Italia dive dovrà scontare sei anni di carcere.