Lecco: raid vandalico contro le targhe dei partigiani, ripulite le lapidi. “Settimana scorsa in città sono state deturpate, in maniera “scientifica”, le sotto raffigurate lapidi che ricordano i partigiani uffici (e vandalizzata la targa della sede ANPI)” spiega il sindaco Virginio Brivio. “Se da un lato le targhe sono state immediatamente ripulite dal servizio manutenzione comunale, dall’altro questo nuovo episodio vandalico dimostra quanto reale, concreto e purtroppo attuale sia il problema e quanto una presa di coscienza sia quanto mai ancora e purtroppo necessaria”. Ma cosa è successo esattamente?

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Troppo episodi contro l’Anpi

Un blitz in piena regola prima alla sede dell’Anpi in via Mentana, dove sulla targa all’ingresso è stata disegnata una svastica. Probabilmente l’ignoto autore del gesto non era soddisfatto del suo operato e la settimana successiva è tornato a colpire, questa volta  in corso Martiri dove dalle lapidi dei partigiani è stata cancellata la scritta «Caduto per la libertà».
La denuncia arriva dal presidente provinciale dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia, Enrico Avagnina. «Nella mattina del 19 novembre quando ci siamo recati in via Mentana ad aprire la sezione abbiamo trovato l’amara scoperta – racconta – Qualcuno, probabilmente la notte precedente aveva dipinto, con molta approssimazione, il simbolo nazifascista  sulla nostra targa con della vernice spray nera».
La mano dell’autore del simbolo nazista è alquanto imprecisa, ma l’intento è quantomai chiaro.  «Questa svastica sulla nostra sede può sembrare una ragazzata, ma più probabilmente è  l’eco di una serie di altre cose più gravi, contro le quali noi ci battiamo da sempre e continueremo a batterci».
Tra l’altro non è neppure la prima volta che accade, visto che a novembre dello scorso anno si era verificato un episodio analogo sia sul muro della palazzina, che da più di venticinque anni ospita la sede  del sodalizio, che sulla targa.

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Raid vandalico contro le targhe dei partigiani

Comunque all’Anpi ancora una volta hanno archiviato l’episodio di cattivo gusto e cancellato la svastica. Sabato scorso però c’è stata  un’altra amara sorpresa. «In corso Martiri ci sono tre lapidi che ricordano la figura di tre partigiani: si tratta di Ettore Riva, Giovanni Giudici e di Italo Casella. Una mano ignota ha cancellato con la vernice nera la scritta “caduto per la libertà”». Giovanni Giudici e Italo Casella sono morti  il 27 aprile 1945  ed  Ettore Riva  deceduto il 7 maggio dello stesso anno. I tre partigiani avevano preso parte a quella che viene ricordata come la battaglia di Pescarenico, ovvero l’assalto di una casa in via Como dove erano asserragliati dei fascisti. Dopo un assedio durato un giorno sulla casa era apparsa la bandiera bianca così i partigiani erano usciti allo scoperto, ma da una finestra era partita una raffica: due combattenti erano rimasti uccisi e due feriti. Tra i feriti c’era appunto Riva che morì il 7 maggio. «E’ l’ultimo di una serie di gravi  atti provocatori – conclude il presidente –  ai quali noi rispondiamo e continueremo a rispondere con dei percorsi di sensibilizzazione all’interno delle scuole. Una città come Lecco, medaglia d’argento al valor militare per la lotta di Liberazione non può tollerare simili episodi».