Il caso

Lecco: multe agli antifa per contestazione alla commemorazione dei repubblichini

Il senatore Tino Magni interpellerà il ministro Piantedosi per chiarire se sia accettabile multare chi difende la democrazia.

Lecco: multe agli antifa per contestazione alla commemorazione dei repubblichini

La Questura di Lecco ha emesso provvedimenti amministrativi nei confronti di 31 persone coinvolte nella contestazione della commemorazione dei sedici repubblichini fucilati il 28 aprile 1945. Le sanzioni accumulate ammontano a diverse centinaia di migliaia di euro, secondo quanto riportato dalla Rete Antifascista Lecchese.

Contesto della commemorazione

I fatti risalgono al 27 aprile, quando i promotori della commemorazione hanno deciso di anticipare l’evento, tradizionalmente fissato per il 28 aprile, giorno delle fucilazioni avvenute alle 17. Nonostante il cambio di data, la notizia si è diffusa rapidamente e numerosi contestatori si sono radunati davanti a Palazzo Belgiojoso, dando inizio alla protesta. Nel frattempo, la commemorazione si è svolta nei pressi dello stadio Rigamonti-Ceppi, con la presenza di consiglieri provinciali come Antonio Pasquini e Luca Caremi.

Per evitare scontri tra le due fazioni, la Questura ha predisposto un massiccio dispositivo di sicurezza, mantenendo separati i manifestanti e i partecipanti alla commemorazione per tutta la durata dell’iniziativa.


Durante la protesta, i contestatori hanno scandito slogan come «Ramelli assente», «Fascista vergogna, torna nella fogna» e «Il 28 aprile non lo dimentichiamo, fascisti a Lecco non ne vogliamo». Dall’altra parte, Antonio Pasquini ha difeso il diritto di commemorare, affermando: «Noi crediamo nella libertà di espressione, mentre dall’altra parte ci sono insulti».

Sanzioni e reazioni

A quasi tre mesi dai fatti, la Rete Antifascista ha riferito che sono iniziate a giungere le notifiche delle multe. Secondo il movimento, le sanzioni si basano sulle normative introdotte dal recente “decreto sicurezza”, che ha modificato il Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. Le sanzioni potrebbero aumentare in caso di recidiva entro tre anni, in un tentativo di reprimere ogni forma di dissenso.

Nonostante le sanzioni, la Rete Antifascista Lecchese ha annunciato la volontà di continuare la propria mobilitazione: «Non abbiamo intenzione di arretrare: la nostra presenza nelle piazze, nelle strade e negli spazi pubblici sarà ancora più forte».

La solidarietà ai multati è giunta anche da Alleanza Verdi e Sinistra Lecco, che hanno dichiarato: «Siamo di fronte a ciò che il governo si auspicava con l’ultimo decreto sicurezza: silenziare qualsiasi forma di dissenso. La manifestazione del 27 aprile è stata pacifica e ha permesso di esprimere opinioni su un evento legato alla dittatura fascista. Lecco è una città che deve custodire la memoria della Resistenza».

Il senatore Tino Magni ha annunciato un’interrogazione parlamentare al ministro Piantedosi per chiarire se sia normale che in Italia si possano infliggere multe elevate per il semplice esercizio di opinioni a difesa della democrazia.