E’ morto all’improvviso, su un lettino dell’ospedale Manzoni di Lecco, mentre stava per sottoporsi ad un elettrocardiogramma di controllo.  Se n’è andato così, Rino Meriggi, milanese d’origine ma barziese nel cuore. Aveva 65 anni e da più di quarant’anni aveva scelto di vivere in Valsassina per le sue montagne e la sua gente.

Il figlio

“Era riconosciuto da tutti come un uomo integro” racconta il figlio Stefano. “Rigoroso ma con una grande umanità, rispettava gli altri ed era rispettato proprio perché irreprensibile e sapeva essere un punto di riferimento”.

L’addio

Alle esequie di Rino Meriggi, che si sono svolte mercoledì pomeriggio nella chiesa parrocchiale di Barzio ha preso parte una vera e propria folla. Al termine della funzione ha preso la parola l’amico avvocato Luca Di Stefano, per un breve, toccante ricordo: “Caro Rino te ne sei andato senza avere il tempo di salutarci e lasciando incompiute ancora tante cose da fare, da condividere. Il vuoto, lo sconforto è grande e assordante”.

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Il ricordo degli amici del tennis

“Eri “uno di noi”, uno di quelli sempre disponibili e spesso present e quando gli acciacchi te lo consentivano “. Questo il ricordo scritto da Carlo Armellini del circolo di tennis Tpra recentemente associato alla Fit (Federazione italiana tennis).   “Voglio perciò ricordarti così, a modo mio, perché ti ho conosciuto sui campi di tennis del nostro circuito”.

Un’intera pagina dedicata a Meriggi sul Giornale di Lecco in edicola dal 22 gennaio.