Lecco

Lecco, la stazione senza ascensori ostacola Joele in carrozzina

Due dei tre ascensori sono attualmente non funzionanti a causa dei lavori al sottopasso. La denuncia di Romina Banfi: «Non possiamo pianificare il nostro diritto di movimento con largo anticipo»

Lecco, la stazione senza ascensori ostacola Joele in carrozzina

Tre ascensori sono stati progettati per garantire l’accessibilità della stazione ferroviaria di Lecco, ma al momento solo uno è in funzione. Paradossalmente, questo è il meno utile, dato che i due impianti che collegano il piano stradale al sottopasso sono fuori servizio. Ciò trasforma quella che dovrebbe essere una struttura senza barriere in un percorso ad ostacoli per chi utilizza la carrozzina, per gli anziani con difficoltà motorie, per i genitori con passeggini e per chiunque non possa affrontare le scale.

Situazione critica per l’accesso

I due ascensori non funzionanti – quello di via Balicco e quello di piazza della Stazione – sono fondamentali per accedere al sottopasso ferroviario, da cui si raggiungono i binari. L’unico ascensore disponibile, situato all’interno del tunnel, consente di salire sulle banchine o di tornare al sottopasso dopo aver preso il treno. Tuttavia, senza il collegamento iniziale tra la strada e il tunnel, anche quest’ultimo perde gran parte della sua funzionalità.

A complicare ulteriormente la situazione, l’accesso «a raso» al sottopasso, posizionato accanto a Palazzo Bovara, è chiuso e un cartello invita a utilizzare esclusivamente le scale. Di fatto, chi non può affrontarle non ha nemmeno la possibilità di raggiungere l’unico ascensore rimasto operativo.

Romina Banfi, consigliera di Ela, associazione che si occupa di leucodistrofie, e madre di Joele, 20 anni, che dalla nascita si muove in carrozzina, conosce bene questa realtà. Il giovane frequenta il laboratorio Artimedia della cooperativa sociale La Vecchia Quercia ed è sempre stato un grande appassionato di treni, utilizzati sia per il tempo libero che per recarsi agli ospedali lombardi per visite, in particolare al Besta e al Buzzi.

Tuttavia, spostarsi in treno è diventato sempre più difficile.

«Tre settimane fa mi sono resa conto di questa situazione – racconta Romina –. Da tempo, almeno da maggio, avevamo notato che l’ascensore di via Balicco non funzionava. Giovedì scorso, dovendo andare a Monza, ho cercato di utilizzare l’ascensore anteriore con Joele e mia figlia.»

Purtroppo, anche il secondo impianto era fuori servizio. Dopo aver ricevuto la conferma dell’impossibilità di utilizzarlo, ha chiesto aiuto al personale della stazione, ricevendo un’ulteriore delusione.

«In passato, per permettere a Joele di accedere al binario 4, da cui partono i treni per Milano Centrale, gli addetti delle ferrovie utilizzavano una passerella mobile che facilitava il passaggio sopra i binari.»

Tuttavia, questa soluzione non è più disponibile.

«Giovedì scorso ho scoperto che non esiste più – racconta Romina –. Così, due lavoratori hanno preso in spalla Joele e la carrozzina e lo hanno portato al binario.»

Un gesto di grande disponibilità, sottolinea Romina, che ha però generato momenti di forte apprensione.

«Sicuramente ringrazio per l’aiuto ricevuto, ma posso assicurarti che in quel momento il cuore mi è saltato in gola».

L’operazione, infatti, è tutt’altro che semplice: per attraversare i binari è necessario superare un dislivello di quasi mezzo metro, trasportando contemporaneamente ragazzo e carrozzina, con evidenti rischi sia per chi riceve aiuto che per gli operatori.

«Non ritengo che la situazione sia giusta e dignitosa – continua Romina –. È vero che esiste un servizio di assistenza, ma deve essere prenotato con largo anticipo.»

Sul sito di Trenord è indicato un preavviso minimo di 24 ore, mentre le indicazioni di Rfi parlano di almeno 12 ore.

«In ogni caso, questo implica che non abbiamo il diritto di muoverci liberamente e con facilità quando vogliamo – sottolinea. – Non possiamo prevedere le emergenze e non è giusto che non possiamo prendere decisioni di spostamento in base alle necessità del momento. Anche andare a fare una commissione a Milano è un diritto, ma in questo modo ci viene negato».

Una criticità ancora più pesante quando si tratta di visite mediche.

«Sappiamo quando iniziano, ma non sappiamo quando finiscono, rendendo impossibile pianificare gli spostamenti. Non si può vivere programmando ogni movimento con così tanto anticipo».

Interpellata sulla questione, Rfi ha confermato che il problema è noto.

«Gli ascensori sono chiusi a causa del cantiere per il rinnovo del sottopasso – è stato comunicato –. Saranno riaperti al termine dei lavori».

La conclusione degli interventi è prevista per agosto. Fino ad allora, però, per molte persone con disabilità, la stazione ferroviaria di Lecco continuerà a rappresentare un percorso irto di ostacoli, mentre i lavori in corso dovrebbero mirare a rendere lo scalo sempre più accessibile.

I lavori di riqualificazione

I lavori in corso nella stazione ferroviaria di Lecco riguardano attualmente il sottopassaggio pedonale, destinato a una completa riqualificazione attraverso interventi volti a migliorare accessibilità, sicurezza e comfort per i viaggiatori. Il progetto prevede la posa di nuovi rivestimenti, il rifacimento della pavimentazione con percorsi tattili per persone con disabilità visive, e l’installazione di un moderno sistema di illuminazione e nuova segnaletica.
Attualmente, l’accesso al sottopasso è consentito esclusivamente tramite le due rampe di scale che collegano via Balicco e piazza della Stazione. Nel mese di giugno, una parte del tunnel con ingresso laterale da Palazzo Bovara risultava parzialmente accessibile, prima dell’avvio della fase più invasiva dei lavori.
L’intervento attuale rappresenta la seconda fase del più ampio progetto di riqualificazione della stazione di Lecco, avviato da Rete Ferroviaria Italiana in vista delle Olimpiadi Milano-Cortina, svoltesi lo scorso febbraio, con un investimento complessivo di circa 10 milioni di euro. Secondo quanto comunicato da Rfi, l’intera opera dovrebbe essere completata entro la fine del 2026.
La prima fase dei lavori, già conclusa, ha riguardato il restauro del fabbricato viaggiatori centrale, l’eliminazione delle barriere architettoniche e il rinnovo dei due principali marciapiedi ferroviari, rialzati fino a 55 centimetri per facilitare l’accesso ai treni.
Sono stati inoltre realizzati percorsi tattili per agevolare gli spostamenti delle persone con disabilità visive e sono state riqualificate le pensiline, migliorando complessivamente la funzionalità e l’aspetto della stazione ferroviaria di Lecco.