Addio a Renato

La comunità di Lecco piange Renato, simbolo della lotta contro le malattie mitocondriali

A soli 18 anni, Renato, che ha frequentato l'istituto Parini, è diventato un esempio di coraggio per tutti.

La comunità di Lecco piange Renato, simbolo della lotta contro le malattie mitocondriali

«Non avremmo mai voluto scrivere queste parole. Reny ci ha lasciati una settimana fa. Tanto dolore avvolge i nostri cuori ma il suo sorriso e il suo ricordo rimarranno vivi per sempre. Reny è sempre stato un guerriero e un esempio da seguire. Vola alto piccolo grande eroe».

Con questo annuncio, datato giovedì 30 luglio 2026, l’Associazione Luigi Comini ha informato i suoi sostenitori della scomparsa di Renato , affettuosamente chiamato “Reny” o “Renatino”. La notizia ha suscitato grande commozione tra coloro che hanno seguito la sua storia e quella della sua famiglia, impegnata da anni nella sensibilizzazione e nella raccolta di fondi per la ricerca sulle malattie mitocondriali.

Renato: simbolo di coraggio e determinazione

Renato, che aveva recentemente compiuto 18 anni e frequentato l’istituto Parini di Lecco, è diventato, suo malgrado, un simbolo di una battaglia combattuta con straordinario coraggio. Colpito dalla sindrome di Pearson/Kearns-Sayre, una rarissima patologia mitocondriale, ha affrontato sin da piccolo un percorso segnato da ricoveri e cure, senza mai abbandonare quel sorriso che lo ha reso indimenticabile.

Al suo fianco, la madre Paola , anima dell’Associazione Luigi Comini, fondata nel 2017 e riconosciuta come Ente Filantropico nel 2022. Questo progetto è nato dalla volontà della famiglia di trasformare un dolore profondo in azioni concrete, destinando ogni risorsa alla ricerca scientifica sulle malattie mitocondriali e al supporto di bambini e famiglie in difficoltà.

Solo pochi mesi fa, il 30 marzo, Renato ha partecipato a un evento significativo all’Ospedale Alessandro Manzoni di Lecco. Durante la cerimonia di donazione di un ecografo portatile all’avanguardia per il reparto di Pediatria, era presente insieme alla sua famiglia. Questo strumento, il primo del suo genere per i piccoli pazienti del reparto, simboleggiava la volontà di restituire speranza, trasformando la propria esperienza in un aiuto concreto per gli altri.

In quella occasione, la direttrice della Pediatria, Anna Cogliardi, ha sottolineato come il nuovo ecografo, dotato di sonde specifiche per l’età pediatrica, avrebbe migliorato l’attività diagnostica e le procedure quotidiane, definendolo un dono prezioso per il reparto.

La sua storia ha unito medici, volontari, benefattori e tanti sostenitori della ricerca, dimostrando come anche la sofferenza possa generare solidarietà.

Oggi, mentre ci rattristiamo per una vita spezzata troppo presto, rimane l’eredità di un ragazzo che ha insegnato a tutti cosa significhi affrontare ogni giorno con coraggio battaglie più grandi di lui. Il suo sorriso vivrà nei ricordi di chi gli ha voluto bene e nei progetti che l’Associazione Luigi Comini porterà avanti in suo nome, affinché altri bambini possano guardare al futuro con una speranza in più.