«Denuncerò le istituzioni che non hanno curato il mio aggressore, abbandonandolo a se stesso». Ad uscire allo scoperto è la dottoressa Elena Conti, medico neurologo. La donna, 56 anni, è stata aggredita il 9 settembre scorso nel sottopasso della stazione ferroviaria da Aboudel Manaf Cocobissi. Il giovane è comparso la scorsa settimana in tribunale a Lecco  e durante l’udienza il  giudice ha affidato allo psichiatra l’incarico di  verificare le sue capacità di stare in giudizio.

Parla una delle vittime dell’aggressione in stazione

A distanza di due settimane dal terribile episodio la dottoressa Conti, colpita da un pugno dal 24enne, parla con il cuore in mano e assicura che ha intenzione di agire contro le istituzioni che hanno consentito che il giovane del Togo, che evidentemente viveva un condizione di estremo disagio, fosse libero di agire. “Doveva essere curato”.

“Io l’ho perdonato”

E del suo aggressore cosa dice?

“L’ho già perdonato. Sia chiaro che non sono qui perché voglio suscitare compassione, ma perché non voglio più subire. Non cerco soldi, i risarcimenti sono psicologici e voglio più di tutto che nessuno si permetta di mettere in discussione una vittima. Se non ci fosse stato il filmato (CLICCA QUI PER VEDERE LE IMMAGINI), mi avrebbero creduta?»

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L’intervista integrale alla dottoressa e alla mamma di Aboudel Manaf Cocobissi in una doppia pagina speciale sul Giornale di Lecco in edicola dal 23 settembre. (Da pc clicca qui per la versione sfogliabile, mentre sul tuo cellulare cerca e scarica la app “Giornale di Lecco” dallo store).