La settima giornata regionale per la sicurezza stradale celebrata oggi a Brescia  ha messo in luce, ancora una volta, la pericolosità delle strade della nostra provincia. Gli incidenti mortali sono infatti in aumento nel Lecchese.

Incidenti mortali in aumento nel Lecchese

E’ questo uno dei dati più inquietanti emersi durante la Tavola rotonda presieduta dall’assessore regionale alla Sicurezza, Protezione civile e Immigrazione, Simona Bordonali che si è svolta a Brescia.La nostra provincia infatti ha fatto registrare un incremento del 31% del numero di morti tra il 2015 e il 2016. In tutto le vittime della  strada sono state 17 lo scorso anno.

I feriti

Buona notizia almeno sul fronte dei feriti. In un confronto con le altre realtà lombarde emerge infatti  che la provincia di Lecco, inseme alla citta’ metropolitana di Milano,  alla provincia di Monza e a quella di Varese ha un indice di lesivita’ (feriti ogni 100 incidenti) inferiori alla media regionale di 138,6. In numero assoluto di persone ferite in incidenti è stato 1282. Il calo rispetto all’anno precedente è stato quasi del 47%.

La situazione generale in Lombardia

Nel 2016 gli incidenti sono stati 32.875 contro i 32.774 del 2015. le vittime sono state 434 contro le 478 del 2017. L”indice di mortalita’ in Lombardia e’ quindi piu’ basso rispetto al resto del Paese. Tra il 2015 e il 2016, infatti il numero delle vittime e’ diminuito del 9,2 per cento (meno 44 morti) in Lombardia mentre  ‘solo’ dell’4,2 in Italia (meno 145 vittime).

Serve grande lavoro di prevenzione

“Finche’ ci sara’ anche una sola vittima, un solo ferito sulle nostre strade – ha detto Bordonali – il nostro lavoro non potra’ dirsi finito. Serve un grande lavoro di prevenzione e servono interventi strutturali sulle strade. La prevenzione la si fa anzitutto promuovendo l’educazione stradale nelle scuole, cosa che, grazie all’Ufficio scolastico regionale e i comandi delle polizie locali in Lombardia gia’ avviene. Per quanto riguarda invece la manutenzione delle strade serve la collaborazione di tutti gli Enti. Negli ultimi 3 anni noi abbiamo stanziato oltre 15 milioni di euro per la sicurezza stradale, ma non sono ancora sufficienti”.

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L’uso dei telefoni

E che sia necessario intervenire fin dalla giovani generazioni lo conferma anche uno studio recentissimo condotto su un campione significativo di studenti di IV e V superiore per capire se e quanto lo smartphone distrae durante la guida. Sono emersi dati allarmanti: il 50 per cento degli intervistati conferma di utilizzarlo mentre guida l’auto; la percentuale diventa addirittura il 60 nel caso della bicicletta e scende al 10 per quanto riguarda l’uso delle due ruote.

Incidenti provocati da stranieri

“Dal 2016, l’Istat – ha spiegato Bordonali – ha reso obbligatoria la compilazione dei campi riguardanti la cittadinanza del conducente coinvolto in un incidente. Dalle prime analisi emerge che il 20 per cento dei conducenti coinvolti in incidenti stradali in Lombardia, nel 2016, fosse straniero. In particolare, risultano 5,6 stranieri coinvolti in incidenti ogni 1.000 residenti stranieri, contro 3 italiani coinvolti su 1.000 residenti italiani”.

3 miliardi di costi sociali

Un altro dato che invita a riflettere e’ quello del costo sociale (il danno economico subito dalla societa’, e conseguentemente dal cittadino) dei sinistri stradali con lesioni a persone. Per il 2016 risulta di poco inferiore ai 3 miliardi di euro. “Il valore di una vita – ha proseguito Bordonali – non e’ certo quantificabile dal punto di vista economico, ma c’e’ la necessita’ di capire come il costo sanitario ricada sulla comunita’ e intervenire per renderlo il meno gravoso possibile. In questa
direzione auspico che il Governo possa fare ben di piu’ rispetto a quanto fatto fino ad oggi. L’ultimo finanziamento statale nell’ambito del Piano nazionale della sicurezza stradale risale al 2009 ed e’ stato di soli 31 milioni di euro per l’intero territorio nazionale”. Decisamente pochi se si considera che negli ultimi 15 anni i
costi sanitari degli incidenti sono stimati in 920 milioni di euro. “Senza il nostro intervento – ha concluso – su questo tema sarebbe stato speso quasi 1 miliardo di euro”