Imbrattata di nuovo la targa in memoria di Vittorio Vik Arrigoni, il pacifista cui è stato dedicato il parchetto di via Bizet a Pioltello. E’ la quarta volta che accade. Vittorio Arrigoni, figlio di Egidia Beratta, storico sindaco di Bulciago fu rapito nella notte del 14 aprile 2011  mentre si trovava a Gaza e il suo corpo ormai privo di vita venne ritrovato il giorno successivo.

Imbrattata la targa di Vittorio

Come riportano i colleghi del lamartesna.itera il 9 maggio quando l’Amministrazione comunale  di Pioltello decise di intitolare l’area verde alla memoria di Arrigoni.  Neanche quattro mesi dopo il primo atto vandalico, con ignoti che hanno imbrattato il cartello con sopra il suo nome utilizzando della vernice nera. Immediata la condanna e lo sdegno da parte della politica cittadina e della Rete della pace, l’associazione che fortemente aveva voluto l’intitolazione del parco. Era l’inizio di settembre e l’Amministrazione aveva provveduto a ripulire la targa con la speranza che fatti del genere non si sarebbero ripetuti. Ma non è stato così.

Vittorio Arrigoni, “Un personaggio scomodo”

Tra ottobre e novembre, infatti, si sono ripetuti altri due episodi di vandalismo, sempre con le stesse modalità e sempre indirizzati contro la memoria del pacifista. Il suo nome è stato puntualmente cancellato e ripulito dai volontari della Rete della pace. La pazienza è terminata a seguito del quarto episodio, e stavolta la Rete ha alzato la voce inviando una lettera al sindaco Ivonne Cosciotti, al comandante della Polizia Locale e a tutti i cittadini. “Vittorio è stato barbaramente ucciso durante la sua personale missione di piace, ma a qualcuno in città il suo nome resta scomodo”, si legge nella lettera.

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L’intervento delle istituzioni

Da qui la richiesta di vigilare sulla situazione e fare di tutto affinché venga preservato il decoro e il ricordo di Arrigoni. “Chiediamo a tutta la città di difendere la memoria di Arrigoni e di proseguire a diffondere il messaggio di pace in ogni occasione – hanno continuato quelli della Rete – Al sindaco, all’Amministrazione e alle Forze dell’ordine chiediamo di mettere in campo ogni azione opportuna a difesa di questi valori e a difesa del parco a lui intitolato. La Rete della pace proseguirà nella sua azione di divulgazione della memoria di Vik, testimone scomodo dei nostri tempi e vittima di violenza e di odio”.