“Domus in Duomo”. E’ questo il nome dell’operazione condotta dalla Guardia di Finanza di Lecco che ha permesso alle Fiamme gialle di sequestrare un appartamento dal valore di 4 milioni di euro in centro a Milano. Nell’operazione un indagato per auto-riciclaggio, bancarotta fraudolenta e compensazioni tributarie con crediti inesistenti.

Sequestrato un immobile da 4 milioni di euro

I militari della Guardia di Finanza di Lecco, coordinati dal sostituto procuratore del Tribunale di Milano Donata Patricia Costa, hanno dato esecuzione al sequestro preventivo di un immobile di pregio situato in Galleria Pattari/piazza Duomo del valore stimato di circa 4 milioni di euro nei confronti di un soggetto indagato per i reati di auto-riciclaggio, bancarotta fraudolenta e compensazioni tributarie con crediti inesistenti. Il provvedimento di sequestro, emesso d’urgenza dal Pm, è stato convalidato dal Gip del Tribunale di Milano Luigi Gargiulo, il quale ha contestualmente emesso un provvedimento di sequestro preventivo.

Lunghe indagini

Le indagini hanno consentito di ricostruire una serie di condotte dissipative e distrattive per una somma che supera i 25 milioni di euro, a danno del patrimonio di una società che operava su tutto il territorio nazionale nel settore delle compravendite immobiliari dichiarata fallita dal Tribunale di Milano nel novembre scorso. Fra le varie condotte è stata accertata anche la distrazione dell’immobile sequestrato, successivamente occupato da un indagato, sedicente consulente finanziario della società fallita, in forza di compensazioni tributarie eseguite dallo stesso con crediti inesistenti per oltre 4,5 milioni di euro, al fine di ridurre, in modo fittizio, il rilevante debito tributario della società.

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Sequestrati anche arredamenti di pregio, beni preziosi e un Range Rover

Le indagini hanno consentito, inoltre, di sottoporre a sequestro nei confronti dell’indagato i proventi delle indebite compensazioni d’imposta operate anche in favore di altre società e consistenti in arredamenti di pregio del valore di 400 mila euro, beni preziosi del valore stimato di 260 mila euro, nonché denaro contante e un’autovettura Range Rover Velar, appartenente a un’ulteriore società dichiarata fallita che l’indagato utilizzava senza alcun titolo (avendo per altro la patente revocata). L’articolata attività di polizia economico-finanziata sottolinea come la Guardia di finanza sia oggi “riferimento primario a garanzia dell’interesse pubblico, del cittadino e delle imprese sane e svolga un ruolo primario nell’aggressione dei patrimoni illecitamente accumulati volta ad impedire la re-immissione di denaro di provenienza delittuosa nel mercato economico legalo”.