“Nel pomeriggio di ieri, martedì 16 aprile, intorno alle ore 16.30, una ampia chiazza di olio minerale alla deriva sulla superficie del lago di Garlate è giunta sulle sponde di Pescate, arenandosi per effetto delle correnti lungo tutto il tratto di riva a partire dalla frazione Torrette sino al confinante comune di Garlate”. A denunciare l’ennesimo inquietante episodio di inquinamento del lago è il WWF Lecco

Grave episodio di inquinamento delle acque del lago

“La sostanza, proveniente dal centro del lago, ha contaminato tutta la sponda a ridosso del tracciato della pista ciclabile, attaccandosi alla vegetazione ed ai sassi affioranti in superficie” spiegano dall’associazione.

Sono stati immediatamente allertati l’Agenzia Regionale per l’Ambiente ed il servizio di Vigilanza Ittico Venatoria della Provincia di Lecco, ma purtroppo il sopraggiungere del buio ha impedito di cominciare le prime operazioni di indagine e di bonifica.

Uccelli imbrattati

“Gran parte degli uccelli acquatici che popolano la riva sono stati imbrattati dal liquido al punto che il loro piumaggio si è reso immediatamente inutilizzabile, costringendoli a rifugiarsi fuori dall’acqua: smerghi maggiori, folaghe, cigni e gallinelle sono ora osservabili sulla riva in disperati tentativi di ripulirsi dalla sostanza. Sarà certamente necessario programmare un intervento tempestivo di bonifica della riva, così come sarà necessario pianificare la cattura degli animali più in difficoltà per ripulirli dall’olio minerale.

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L’Associazione WWF Lecco ha già allertato il Centro di Recupero della fauna selvatica WWF presso l’Oasi Valpredina di Cenate, in provincia di Bergamo, per assistere le operazioni di salvataggio e di pulizia degli uccelli contaminati, chiedendo la collaborazione dei cittadini per segnalare al servizio di Polizia  Provinciale la presenza di animali in difficoltà. Dopo l’episodio dello scorso fine settimana che ha interessato il fiume a Brivio, un’altra grave ferita che si abbatte sul già martoriato habitat del lago di Garlate e del fiume Adda”.