Un autoritratto a due. Padre e figlio, due uomini, due grandi artisti, immortalati insieme nel riflesso di uno specchio. Questo il ricordo, semplice, profondo, toccante che Velasco Vitali, il figlio di Giancarlo Vitali, morto ieri ha 88 anni, ha postato su facebook.

Vitali, l’arte nel dna

Affetto, condivisione, passione, i passaggio del tempo. Tutto in uno scatto. Tutto nell’immagine che Velasco Vitali, che ha seguito le orme del padre in una carriera di successo nel mondo dell’arte, ha scelti di pubblicare in rete per rendere omaggio al papà scomparso ieri.

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I ricordi

Tante testimonianze  di affetto, stima, cordoglio apparse in rete. Come quella del critico d’arte ed ex assessore alla Cultura del Comune di Lecco Michele Tavola: “Mi piace immaginare che se il Giancarlo, contro ogni logica delle cose, avesse potuto leggere il Corriere di oggi, avrebbe fatto spallucce, si sarebbe acceso una parisienne e si sarebbe rimesso a guardare il lago dalla finestra”.

Andrea Dusio: “Con Giancarlo Vitali se ne va l’ultimo e forse il più grande pittore italiano del Novecento. Conoscerlo, parlarci, lui che per tutta la vita è stato a colloquio con i fari assoluti di Rembrandt, Velazquez e pochissimi altri, con cui si misurava alla pari rimontando i secoli e rischiarando il cielo della pittura, è stato un formidabile privilegio. A Velasco, Sara, Paola, a tutta la famiglia, agli amici e ai bellanesi un grandissimo abbraccio

Gian Luigi Daccò: “Nel 1987 ci fu la prima mostra di un ente pubblico dedicata a Giancarlo Vitali a Villa Manzoni , organizzata e curata dai Musei Civici di Lecco. Anche il catalogo Electa coi testi di Giovanni Testori fu il primo dedicato al grande artista di Bellano . Qui sotto alcuni dei dipinti esposti in quella occasione . Lo avevo conosciuto grazie a Oreste Bellinzona e a Bellano, con Testori, avevamo scelto con Giancarlo i quadri per l’esposizione lecchese. Lunghi pomeriggi nel suo studio-fortezza sul lago da cui non usciva mai , per nessuna ragione. Un grandissimo pittore e un uomo straordinario , autentico e diretto , sideralmente lontano dal narcisismo ossessivo che affligge ormai tutti gli artisti e quasi tutti noi. La mostra nelle Scuderie della Villa la allestimmo, materialmente, noi tre con l’aiuto di un custode. Giovanni Testori veniva a vedere , attento e quasi reverente di fronte a questo fino ad allora quasi sconosciuto pittore di paese ma in cui , e lo diceva , riconosceva l’erede di Tanzio da Varallo , del Romanino, di Ceruti . L’ultima espressione de ” La realtà della Pittura ” , come il titolo scelto per la raccolta dei suoi intensissimi saggi . Testori non volle una lira , anzi regalò al museo molti cataloghi e libri di critica e Giancaralo tre portentosi dipinti , uno dei quali qui sotto : il ritratto di Pino Galbani , uno dei suoi amici di sempre che venne all’ inaugurazione della mostra . Giancarlo Vitali rimase quasi tutto il tempo quella sera con lui e i suoi amici di sempre – il sacrestano , il ciabattino, il farmacista Pirola – a fumare , ben alla larga dai critici d’arte. Come si è tenuto per tutta la vita.

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La cerimonia funebre

Domani, venerdì 27 luglio sarà il giorno dell’addio. La cerimonia funebre del grande artista verrà celebrata alle 11 nella chiesa parrocchiale di Bellano.