Sono stati celebrati oggi, venerdì 5 luglio i funerali di Augusto Teli, 78 anni, protagonista per quasi trent’anni della pallacanestro lecchese e sindaco di Garlate fino all’inizio degli anni Novanta.

Folla ai funerali di Teli

A presiedere il rito funebre l’arciprete don Gian Carlo Scarpellini; presenti anche tantissimi amici, parenti e numerosi garlatesi, dove Teli fu sindaco per un decennio, guidati dall’attuale primo cittadino Giuseppe Conti, alcuni assessore e attuali consiglieri oltre all’ex sindaco Francesca Rota.

“Sono tre i punti che vorrei sottolineare per ricordare il nostro fratello Augusto – ha detto don Gian Carlo Scarpellini durante l’omelia – Pensiamo a una chiesa madre perché ci ha rigenerato nel Battesimo e ci ha nutrito con il pane e con la sua parola, donandoci perdono quando ne avevamo bisogno e accompagnandoci poi nella patria celeste, nel suo regno di luce e di pace. Una chiesa nave, sbattuta dal vento: a coloro che sono saliti su quella barca, non vengono risparmiate sofferenze, tentazioni e dolore, tuttavia viene data a loro una speranza che sul vascello c’è una presenza imbattibile, quella di Gesù e per questo il vascello non affonda. La fede, infatti, ci dona sicurezza nella vita e la barca, che è la chiesa, è in grado di condurci oltre il tunnel della morte, dove c è la vita che splende per sempre. Infine una chiesa anticipo di paradiso che ci permetta di far germogliare quello che abbiamo piantato in via direttamente in cielo. Ora il Signore conceda Ad Augusto la pienezza vera di tutto ciò che ha sempre sperato in vita”.

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Il saluto del sindaco di Garlate

“Augusto, anche se viveva a Calolzio, era molto legato a Garlate ed aveva una particolare attenzione, oltre che per i cittadini, per i giovani, perché ha sempre avuto uno spirito giovane – ha detto l’attuale sindaco di Garlate, Giuseppe Conti – Augusto è sempre stato presente, anche dopo i suoi mandati ed è stato appunto uno dei promotori del paese sempre più aperto per i giovani. Oggi così ci lascia la fiaccola di quella staffetta, da portare avanti, come una fiamma olimpica, che vada oltre la nostra comunità per l’accoglienza e per il bene comune”.

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a cura di Mario Stojanovic