Fra pochi mesi avrebbe tagliato il traguardo del secolo di vita, ma lo scorso 25 luglio l’alpino Fedele Balossi è serenamente “andato avanti”, circondato dall’affetto delle due figlie Adele e Maria con i relativi figli e pronipoti.

Folla ai funerali di Fedele Balossi

Le Penne Nere di tutta la Valle San Martino e non solo (presenti anche rappresentanti dal Piemonte), con i loro gagliardetti, non sono mancate ai funerali di Fedele Balossi, sabato 27 luglio nella chiesa parrocchiale di Carenno. “Guardando il nostro caro Fedele ci troviamo di fronte ad un grande condottiero, impegnato negli anni della guerra per la libertà e la democrazia. Un uomo che non ha risparmiato nulla per il bene comune, la libertà, la pace e la giustizia – ha detto don Angelo Riva durante l’omelia – Dal suo incontro col Vangelo, Fedele è rimasto l’uomo, il credente, il padre, il nonno e l’alpino di sempre, con le sue grandezze e le sue miserie. Se oggi ci sentiamo un po’ più orfani, ci rassicurino quei valori di cui Fedele è stato testimone e portatore che noi cerchiamo nella Fede e condividiamo con gli altri”.

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Storico reduce della Val San Martino

Nato a Carenno il 30 settembre 1919, Fedele fra pochi mesi avrebbe compiuto 100 anni. Chiamato alle armi appena ventenne, fu arruolato nel 5° reggimento alpini, battaglione «Tirano». Partecipò alle operazioni di guerra sul fronte occidentale contro la Francia, poi sul fronte greco-albanese e sul drammatico fronte russo, dove fu decorato sul campo della medaglia di bronzo al valore militare. Scampato al tragico ripiegamento del gennaio 1943 nella gelida steppa russa, l’8 settembre rifiutò di aderire alla costituenda R.S.I. e subì volontariamente due anni di prigionia nei lager nazisti in Germania, contribuendo alla conquista della libertà e della democrazia per la nostra Nazione.