La sentenza è arrivata nel pomeriggio: Roberto Formigoni  è stato condannato in via definitiva a 5 anni e 10 mesi. Pena leggermente ridotta rispetto ai sette anni e mezzo decretati dall’Appello, tuttavia sufficiente perché per il Celeste si spalanchino le porte del carcere.

Formigoni condannato in Cassazione

I giudici della Suprema Corte di Cassazione hanno impiegato sei ore di camera di consiglio per confermare sostanzialmente la condanna dell’ex governatore della Lombardia, imputato di corruzione nell’ambito dello scandalo sanitario Maugeri-San Raffaele. La pubblica accusa sostenuta dal pg  Luigi Birritteri aveva chiesto la conferma della pena sentenziata in secondo grado lo scorso 19 settembre 2018, ribadendo che da parte di Formigoni c’era stato un “sistematico asservimento della funzione pubblica agli interessi della clinica Maugeri”. Un imponente do ut des che, dentro un giro di oltre 61 milioni di euro, aveva portato sei milioni di utilità “in vari flussi e forme” nelle disponibilità dell’allora numero uno di Palazzo Lombardia. Nella fattispecie l’accusa aveva puntato l’indice su costosi viaggi e vacanze godute dal politico a spese dei suoi amici. “Evitiamo che la legge possa essere calpestata con ‘grida manzoniane'” la dura requisitoria del pg. Lo sconto di pena che ha ridotto la stessa a 5 anni e 10 mesi si deve in effetti all’applicazione di alcuni termini di prescrizione.

La difesa aveva chiesto l’assoluzione

L’avvocato della difesa Franco Coppi aveva di contro avanzato richiesta di assoluzione. In alternativa di annullare la condanna rinviando alla Corte di Appello il calcolo di una possibile prescrizione. “Nessuno è riuscito a dimostrare la riconducibilità di un singolo atto di ufficio alle presunte utilità” ha arringato Coppi.

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Il sequestro dei beni diventa definitivo?

Ricordiamo che la Corte dei Conti lo scorso novembre aveva disposto il sequestro dei beni dell’ex governatore.  Un sequestro conservativo di cinque milioni di euro. All’epoca Formigoni aveva replicato dichiarando ai cronisti “Nulla posseggo, il poco che possedevo mi è stato già sequestrato da anni per ordine della magistratura”. Una fake news, insomma, ch’egli possedesse ancora un tale tesoretto. Ricordiamo che la procura contabile aveva messo i sigilli ai suoi vitalizi politici, quello detenuto in quanto ex presidente della Regione Lombardia, ma anche per le cariche ricoperte in tre legislature da deputato e poi da senatore, nonché il trattamento pensionistico maturato nel Parlamento europeo (due legislature). Sotto sequestro cautelare anche 15 immobili e tre conti correnti. Con la condanna in primo grado, l’ex governatore, oggi 71enne,  avrebbe dovuto anche versare una provvisionale risarcitoria di tre milioni alla Regione. Somma che secondo la Corte dei conti non sarebbe però mai stata corrisposta.

Respinti i ricorsi dei coimputati

Respinti dalla Cassazione anche i ricorsi dei coimputati di Formigoni. Confermata ala condanna a 7 anni e 7 mesi per Costantino passerino, ex manager della Maugeri e quella a 3 anni e 4 mesi per Carlo Farina. Inammissibile l’impugnazione di Carla Vites, che era già stata assolta ma avrebbe voluto un proscioglimento più ampio.