Fiumi di droga nel Lecchese e nel Meratese, spacciatore in manette. Ieri mattina infatti gli uomini della Squadra di Polizia Giudiziaria  della Sezione Polizia Stradale di Lecco hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Ordinanza che è stata emessa dal G.I.P. del Tribunale di Lecco, nei confronti di uno pusher che spacciava nel Lecchese e in Brianza.  A finire in carcere è stato E. K. 20 anni, di origini marocchine. Il giovane spacciatore è stato rintracciato in un appartamento a Milano e ora si trova in carcere a Pescarenico.

Fiumi di droga

L’indagine della Polizia Stradale di Lecco trae origine da un precedente sequestro di droga.  Il sequestro era stato eseguito a carico di un straniero nel comune di Brivio. L’uomo era stato controllato di notte a bordo di un’autovettura. Era stato trovato in possesso di varie palline di cocaina e denaro contante. Soldo frutto   dell’attività illecita di spaccio di sostanze stupefacenti. In quell’occasione lo spacciatore  si era dato alla fuga, ma era stato bloccato dopo un inseguimento nei comuni di Airuno e Brivio.

Le indagini

A quel punto sono partite ulteriori indagini. Gli uomini della Stradale,  attraverso i classici servizi di osservazione, controllo e pedinamento dell’indagato, sono riusciti a raccogliere diversi indizi a carico del pusher . L’uomo infatti spacciava ovunque. In città ma anche Olginate, Calolziocorte, Valgreghentino, Brivio, Merate, Olgiate Molgora, Calco, Cernusco Lombardone, Lomagna e Robbiate.

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Come agiva

Il modus operanti dello spacciatore era quello di contattare i consumatori lecchesi tramite telefono. Poi forniva ai consumatori fle dosi di cocaina racchiuse in palline termosaldate di plastica.  Lo stupefacente era particolarmente richiesto dai giovani lecchesi, perché la percentuale di principio attivo era sopra la media. In alcuni casi si è trattato addirittura di purezza al di sopra dell’80 %.

Chi usufruiva dei suoi “servizi”

I clienti, quasi tutti giovani, provenivano per la maggior parte dalla bassa Brianza lecchese . In media acquistavano lo stupefacente anche più di una volta la settimana. Il “pusher”, dopo la richiesta telefonica,si presentava agli appuntamenti  con la propria autovettura. A quel punto avveniva lo scambio veloce soldi/dose lontano da occhi indiscreti.