A Lecco per l’allerta meteo è arrivato anche il Capo della protezione civile Angelo Borrelli che è stato ricevuto dal prefetto Michele Formiglio. Oggi pomeriggio, alle 15.30 è stato indetto un incontro con l’assessore regionale alla Protezione civile Pietro Foroni, i sindaci dei tre comuni interessati ai disastrosi eventi d ieri, il sottosegretario regionale alla Presidenza, il lecchese Antonio Rossi,  le autorità civili e militari, il questore Filippo Guglielmino, il comandante provinciale dell’Arma dei carabinieri Pasquale del Gaudio e il comandante provinciale della Guardia di Finanza Massimo dell’Anna. 

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Emergenza maltempo

Un incontro che ha seguito il sopralluogo di stamattina alle zone disastrate e al termine del quale  Regione Lombardia  assicura che chiederà al Governo lo ‘stato di emergenza’ per i territori colpiti dagli eventi di maltempo degli ultimi giorni.

Emergenza maltempo

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«Per la diga di Pagnona mercoledì abbiamo avuto qualche preoccupazione – ha dichiarato Borrelli – siamo state allertati in un primo momento non erano delle informazioni puntuali e verificate. Poi è stato riscontrato che non c’erano problemi.

 

Noi ieri intorno alle 11.45 eravamo in collegamento con la Regione e con il centro operativo nazionale dei Vigili del fuoco e in quell’occasione abbiamo apprezzato il lavoro fatto dal prefetto Formiglio soprattutto per quanto riguarda l’evacuazione della popolazione».

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Riguardo alle quasi 300 persone sfollate?

«Gli sfollati potranno rientrare nelle proprie abitazioni quanto prima. So sta lavorando sodo e addirittura in alcuni punti già non si vedono più i segni di quello che è accaduto ieri. Dobbiamo accelerare i tempi e soprattutto fare in modo che i corsi d’acqua che hanno avuto problemi e si sono riempiti di detriti vengano ripuliti e vengano messi nelle condizioni di poter affrontare il periodo estivo che da queste parte è ricco di temporali e ovviamente tutto il resto dell’anno».

Lo stato di calamità

Per quanto riguarda invece lo stato di calamità che è stato richiesto a Regione Lombardia è intervenuto Foroni. «Abbiamo chiesto ai sindaci dei comuni interessati di trasmetterci le così dette schede Rasda (Raccolta schede Danni) con un computo dei danni che ci sono stati in questi territori. Ho già parlato anche con il dottor Borrelli della situazione. Certamente Regione Lombardia metterà in campo tutte le risorse che sono necessarie per ristabilire la normalità. Abbiamo parlato con lo Stato di emergenza per avere risorse aggiuntive e per avere le ordinanze di Protezione civile per procedere più celermente».

A quanto ammontano i danni? Si parla di circa due milioni

 

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«Quando si parla di fenomeni di questo genere non stupisce che l’entità dei danni sia elevata. La Lombardia negli ultimo tempi è stata colpita da fenomeni meteorologici importanti. La caratteristica di questi fenomeni è che sono durati pochissimo tempo e hanno colpito una parte ridotta del territorio. Il fatto che oggi sia una bellissima giornata di sole da una parte rincuora ma dall’altra dimostra come questo clima stia impazzendo e si passi da un estremo all’altro. Per questo dobbiamo investire sempre di più sulla prevenzione».
E ancora. «Malgrado tutto c’è da dire che i piani di allerta della Protezione civile hanno funzionato. Anche per quanto riguarda la diga dove alle prime avvisaglie di problematiche è scattato il piano per l’evacuazione».

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Come aiuterete la provincia di Lecco a prevenire eventuali dissesti futuri?

«Il governo ha stanziato per Regione Lombardia 90 milioni di euro da qui ai prossimi tre anni per rischio idrogeologioco. Ha stanziato anche 112 milioni per i danni del maltempo da qui al prossimo triennio. Abbiamo già fatto tutta una serie di riunioni con le varie amministrazioni e alcuni progetti sono già stati inseriti. Già con lo stato di emergenza metteremo in atto tutta una serie di procedure per ripulire gli alvei».
Il prefetto Formiglio ha garantito invece che si sta facendo tutto il possibile «affinché nel giro di poco tempo tutti gli sfollati possano rientrare nelle proprie abitazioni. E’ il momento di fare squadra, poi il resto lo vedremo>.

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