Ha un volto il molestatore delle ragazzine che ha seminato il panico dalla Valtellina fino alla Brianza. Si tratta di Raul Rodriguez Da Silva, 35 anni, residente a Berbenno di Valtellina. L’uomo, come abbiamo raccontato, è stato arrestato a Imola ed accusato di almeno due  terribili episodi di molestie ai danni di minorenni. Il primo a Casatenovo, quando ha seguito una ragazzina di soli 15 anni. L’ha “individuata”  da quando è scesa dall’autobus al ritorno da scuola, l’ha palpeggiata. Quindi l’ha inseguita fino all’androne delle scale. Un secondo episodio, ai danni di una 12enne, è avvenuto a Monza. Ma come detto gli inquirenti stanno vagliando alti casi.

Come agiva il molestatore delle ragazzine

Sembra che l’uomo, con diversi precedenti alle spalle, scegliesse con perizia le sue vittime nei luoghi più frequentati dalle giovanissime. Come ad esempio le fermate degli autobus, come successo a Campiofiorenzo, ma anche nei centri commerciali “Visto il suo passato e il suo agire, riteniamo possa trattarsi di un violentato seriale – ha dichiarato  Procuratore della Repubblica di Monza Luisa Zanetti – a Imola, dove é stato fermato, stava già cercando la prossima vittima in un centro commerciale”.

La scelta di diffondere le immagini

La Procura di Monza, il fascicolo di indagine è a firma del Pm Carlo Cinque, ha deciso di divulgare le immagini del 35 enne, condannato in passato a 4 anni per altri tre episodi di violenza sessuale a minori e con precedenti per aggressione, minacce, lesioni, ingiurie e violenza privata, per aiutare potenziali altre vittime a farsi avanti.  L’Ansa riporta inoltre che  secondo “quanto ricostruito dalla Squadra Mobile di Milano e dal Commissariato di Monza che hanno indagato per identificarlo e fermarlo prima che potesse agire ancora, Da Silva è stato ripreso dalle telecamere di videosorveglianza del centro commerciale “Iper” di viale Stucchi di Monza, mentre per oltre un’ora ha spiato una ragazzina di 12 anni (non 13 come emerso sulle prime) all’interno di un fast food, per poi seguirla fino a casa e aggredirla in ascensore”.

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