E’ morta l’ultima vittima dell’infermiera killer Sonya Caleffi.

Dopo 14 anni di calvario è morta l’ultima “vittima” di Sonya Caleffi, l’infermiera killer

Lunedì scorso una vera e propria folla ha salutato Giuseppe Sacchi, scomparso all’età di 85 anni,  14 dei quali trascorsi da invalido a causa di un’iniezione d’aria che gli aveva praticato quello che  è stato ribattezzato con il soprannome di «angelo della morte».

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Sacchi, ex vice comandante dei vigili di Mandello se n’è andato a pochi mesi di distanza dalla scarcerazione di Sonya Caleffi, avvenuta lo scorso ottobre. L’infermiera killer era stata condannata a 20 anni di prigione, ma è uscita dopo averne scontati – tra indulto e buona condotta – soltanto quattordici. Originario di Galbiate, poi trasferitosi a Mandello. Sacchi nel 2004 venne ricoverato al Manzoni dopo un Ictus. La sua salute stava migliorando quando l’infermiera killer tentò di ucciderlo. Da allora era  rimasto su una sedia a rotelle.

Nessun Perdono

«Ha tentato di ammazzare mio marito, non la perdonerò mai». Lo aveva detto  senza esitazione al nostro Giornale,  Graziana Faggi,  moglie di Sacchi quando, lo scorso anno, si era saputo che Sonya Caleffi sarebbe presto tornata in libertà.

Gli omicidi e i tentati omicidi

Lunga la scia di morte causata dall’infermiera comasca. L’infermiera è stata  condannata per l’omicidio di Maria Cristina, residente a Dervio (nata il 6 dicembre 1904 morta l’8 novembre del 2004); Biagio La Rosa, residente a Lecco (nato il 22 agosto 1920 ucciso il 27 settembre 2004); Teresa Lietti di Oggiono (nata il 31 luglio 1928 uccisa il 30 settembre 2004); Ferdinando Negri di Lecco (nato il 23 luglio 1926 ucciso il 5 ottobre 2004) e di Elisa Colomba Riva di Barzanò, per anni governante nella casa di Vittore Beretta, presidente dell’omonimo salumificio (nata il 13 giugno del 1915, morta il 2 ottobre 2004). Condannata anche per due tentati omicidi, del già citato Giuseppe Sacchi e di Francesco Ticli di Lecco (nato il 22 novembre del 1916 deceduto prima del processo). Ma gli omicidi che le erano stati imputati erano molti di più. Infatti era accusata di aver cagionato anche la morte di Margherita MenguzzoGino CapraRita Cavenaghi, Angela Viscardi Carla Canali, ma per tutti costoro è stata assolta perché il fatto non sussiste. Mentre invece in merito alle accuse di aver ucciso Serafina Pone ed Enrico Bonalume (robbiatese di 34 anni) è stata decretata l’assoluzione per insufficienza di prove.

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