“La Segreteria Provinciale SIULP Lecco manifesta la più sentita vicinanza alle vittime del brutale e terribile episodio di efferata violenza avvenuto nel sottopasso della stazione ferroviaria di Lecco da parte di un immigrato, probabilmente disturbato”. E il sindacato di Polzia a prendere posizione dopo l’angosciante vicenda delle donne picchiate a Lecco da un 24enne del Togo che, dopo l’arresto è finito agli arresti domiciliari e ora è  sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio. Pubblichiamo integralmente la nota del segretario provinciale Mario Scinetti.

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Donne picchiate a Lecco, il Sindacato di Polizia: “Potenziale assassino ai domiciliari è uno schiaffo morale”

Il fatto per se gravissimo, appare isolato e privo di secondi fini, ma indubbiamente collegato alla realtà locale, non è lontano dai quotidiani interventi che la Polizia di Stato e soprattutto il personale della Polizia ferroviaria è costretta ad affrontare. A poco è servito il solerte intervento per la sua cattura da parte del personale Polfer cui va tutta la stima per l’indiscussa professionalità e il plauso per l’efficace e solerte intervento che ha evitato
che il folle gesto si potesse replicare ulteriormente. A poco è servito l’arresto di una persona che tranquillamente vagava indisturbata pronta a colpire e magari anche a uccidere chiunque in pieno centro città all’interno di una stazione ferroviaria. A nulla serve rischiare la vita dei colleghi e dei cittadini se dopo un episodio simile e dopo l’imminente arresto, un criminale è stato in un primo momento sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari. Uno schiaffo morale a chi tutti i giorni si alza al mattino per adempiere al giuramento e al senso del dovere. Uno schiaffo morale a chi dovrebbe essere protetto dalle Istituzioni, che dopo un arresto vedono un potenziale assassino, già noto alle forze dell’ordine, con le sole restrizioni dei domiciliari.

L’impegno della forze dell’ordine

Indubbiamente nella quotidianità la Polfer di Lecco con le ridotte risorse personali, garantisce propri servizi di esclusiva competenza con scorte sui treni nelle tratte tra le stazioni di Milano Centrale e P.ta Garibaldi fino a Tirano/Sondrio e sulle direttrici verso Bergamo. Le persone assicurate alla giustizia tra arresti e denunce sono all’ordine del giorno e sono sempre più collegati a fenomeni connessi con l’immigrazione. Detto personale nel limite del possibile incrementa al di fuori dai propri compiti di esclusiva competenza anche un assiduo controllo del territorio in ausilio alle risorse sul campo delle Volanti della Questura e dei Carabinieri che indubbiamente devono
essere sempre potenziati e mai ridotti. In ogni caso, è da osservare soprattutto che gli assidui e quotidiani controlli di Polizia nei confronti dei cittadini immigrati sono effettuati procurando, purtroppo, soltanto ingorghi di carte su carte che sommergono gli Uffici dei Tribunali, delle Procure e delle Questure. Rimpatriare gli immigrati irregolari ai loro paesi non sembra sia nella realtà una circostanza così semplice.

Il fenomeno dell’immigrazione

Il problema dell’immigrazione presuppone anche che la gestione del fenomeno non sia un solo un esclusivo problema di controlli di Polizia, che ripetiamo, sono fatti quotidianamente dal personale delle Forze dell’Ordine. Basti pensare che nella nostra Provincia, nelle stazioni, nei parchi, nei boschi lungo le piste ciclabili, gruppi di immigrati/profughi/richiedenti asilo, molto giovani, sono in giro spassionatamente a fare nulla in luoghi legati allo spaccio, alla prostituzione con la netta e certa possibilità di essere in balia del crimine diffuso. Mirati controlli anche in questi luoghi, da parte delle Forze dell’ordine non hanno risolto il problema, che poco dopo ritorna come
se nulla fosse successo. Bisogna evitare tutto ciò, i reclamati rimpatri sono oggettivamente dei raccapriccianti spot da campagna elettorale per far presa sulla pancia dei cittadini, ma poi la realtà e ben diversa e noi operatori del settore la viviamo tutti i sacrosanti giorni sulla nostra pelle. I cittadini magari ignari di tutto questo ormai sono sempre più sfiduciati e secondo noi in continuo pericolo.

“Vi siamo vicini noi”

Detto tutto ciò, va sottolineato che l’encomiabile lavoro del personale della Polfer non trova nemmeno le giuste gratificazioni. E’ inconcepibile che da anni si discuta per un avere un Ufficio idoneo per la Polfer di Lecco che non è sicuramente all’altezza nemmeno per gestire le quotidiane emergenze ed inoltre è inconcepibile che per il personale della Polfer non vi sia l’accesso alla formazione per l’uso del TASER, per l’indiscussa tutela dei cittadini e di se stessi. Il Siulp di Lecco trova aberrante che per le Istituzioni e il mondo politico la vita dei poliziotti e delle persone valga così poco e desidera far sapere ai cittadini, in particolare a quelli di Lecco che LA
POLIZIA C’E’. AD OGNI COSTO CONTRASTERA’ LA CRIMINALITA’ – ASSICURERA’ CONTROLLO E SICUREZZA . VI SIAMO VICINI. NOI!

Il Segretario Generale Provinciale
Mario Scinetti

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