“Un episodio orribile quello avvenuto lunedì 9 settembre nella stazione di Lecco, di fronte al quale vogliamo esprimere vicinanza alle donne vittime dell’aggressione. Davanti a questa terribile violenza ingiustificata, cui ha fatto seguito un tempestivo intervento delle Forze dell’Ordine presenti, non possiamo non chiederci come fosse possibile che l’uomo colpevole dell’aggressione si trovasse a piede libero nonostante la condizione psichica, i precedenti penali e la situazione d’irregolarità”. Questo il commento dei Giovani Democratici di Lecco a fronte dell’aggressione subita da due donne che sono state picchiate da un 24enne originario del Togo nel sottopasso della Stazione di Lecco.

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Donne picchiate a Lecco, Gd: “Strumentalizzazione vergognosa delle destre”

“Allo stesso tempo vogliamo manifestare la nostra indignazione verso quegli esponenti politici e istituzionali che stanno utilizzando questa vicenda per attaccare indistintamente il sistema di accoglienza, agitando lo spettro della paura verso “il diverso, l’immigrato, il clandestino” – pericoloso e criminale – scendendo in proclami basati sul colore della pelle.

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Manuel Tropenscovino

«Assistiamo a una tattica strumentale vergognosa, nella quale le destre sono maestre. Da parte dei cialtroni da campagna elettorale permanente sulle spalle delle vittime, almeno ogni tanto, ci si augurerebbe un rispettoso silenzio – è il commento del Segretario dei Giovani Democratici della provincia di Lecco Manuel Tropenscovino -. Più sicurezza? Se la soluzione per la maggioranza è quella della sicurezza, che si mettano in campo gli strumenti per garantirla, ma non basta. È necessario tenere ben in mente che la risposta a questo tipo di situazioni non può e non deve essere occasionale o improvvisata. Occorre una soluzione decisa dalle Istituzioni, che parta soprattutto dall’individuare le situazioni di disagio e porvi rimedio».

“L’accoglienza non può essere abbandonata al caso”.

“E per noi GD della provincia di Lecco questa risposta deve partire nel nostro territorio da tutti quei contesti dove l’integrazione non sta funzionando, consegnando giornate vuote e senza prospettive a chi è in costante attesa di costruire, legalmente, il suo futuro in Italia. Le Istituzioni intervengano anche in città, perché l’accoglienza non può essere abbandonata al caso”.

Rinaldo Zanini, Appello per Lecco

Brutto episodio quello che è accaduto nel sottopassaggio della stazione di Lecco. I fatti sono noti, un ragazzo di colore ha colpito senza motivo due donne con un pugno.
Le due donne sono rimaste ferite, fortunatamente con prognosi rimediabile. Prima di tutto va espressa tutta la solidarietà alle vittime, del tutto estranee e del tutto ignare.
Si apre il problema, si apre non certamente oggi, di cosa fare. L’episodio di ieri rende evidente, perché grave, un problema che esiste. Con tutta probabilità- e non siamo autorizzati sino a prova contraria a pensare in modo diverso – l’origine dell’aggressione va cercata nel disagio psichico che si traduce in atteggiamenti aggressivi verso tutti, verso la prima persona che incontri.
Purtroppo il problema del disagio psichico- a tutti i livelli di gravità- quando si lega al disagio sociale ( lavorativo, famiglia, economico, distacco dalle proprie origini, ecc ) diventa esplosivo sul piano delle manifestazioni cliniche. I numeri del fenomeno sono spaventosi; OMS considera che almeno circa 8/10% della popolazione abbia necessità di supporto per disagio psichico.  Popolazione in generale residente nei Paesi a economia avanzata. Questi numero già spaventosi si raddoppiano quasi se la fascia considerata ė l’età della adolescenza e del giovani.
Quante manifestazioni di violenza sono sotto i nostri occhi, purtroppo, tutti i giorni: bullismo, violenza sulle donne, il fenomeno del “branco”. Certo dobbiamo cercare di mettere riparo a queste manifestazioni ma con la percezione della complessità del fenomeno e che le soluzioni corrette intercettano anche gli interessi della popolazione residente perché le radici del disagio psichico sono le stesse per tutti. Alcune situazioni contribuiscono a complicare le soluzioni e rendono più plateali le manifestazioni esterne del disagio.
Le soluzioni che intervengono sulle radici del disagio sono buone per tutti. Dobbiamo anche avere la coscienza che la relazione tra disagio psichico e sociale è profonda, ma non tutto il disagio psichico ha radici sociali e famigliari.
Le soluzioni sono complesse e non possono essere ricercate nell’odio verso il diverso, nell’avversione al colore della pelle. Non possono essere ricercate soluzioni partendo da quelle basi proprio perché quelle basi, trascurando le vere radici, non possono offrire soluzioni realmente in grado di risolvere le cause del disagio psichico.
Disagio che coinvolge potenzialmente tutta la popolazione.
Dobbiamo difenderci sicuramente ma cercando soluzioni che siano effettivamente in grado di difendere le persone. No a soluzioni che non risolvono .

Rinaldo Zanini
Presidente Appello per Lecco

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