Don Giorgio de Capitani condannato: dovrà risarcire Matteo Salvini. Si è chiusa oggi, lunedì 11 novembre 2019, in tribunale a Lecco, l’ormai famosa, o famigerata causa per diffamazione che ha visto contrapposti il sacerdote de La Valletta, sul banco degli imputati, e il segretario del Carroccio nelle vesti di parte offesa. Al centro del procedimento penale quattro post, pubblicati dal sacerdote tra il maggio e l’ottobre di 4 anni fa, ritenuti  da il leader del Carroccio lesivi e oltraggiosi.

Don Giorgio de Capitani condannato al temine di una  causa lunga anni

Più volte la causa intentata da Matteo Salvini contro il religioso, accusato di diffamazione, era stata aggiornata per gli impedimenti dell’allora ministro dell’Interno. Dopo anni di battibecchi e rinvii, lo scorso 23 settembre 2019 il numero una della Lega era giunto a Lecco per testimoniare contro l’ex parroco della parrocchia di Monte a Rovagnate che oggi dice messa una volta alla settimana a Dolzago. Rispondendo alle domande del Pm Paolo del Grosso e del  giudice Nora Passoni  Salvini aveva ricostruito la vicenda ricordando le molte segnalazioni ricevute in merito alle parole riservate a lui e alla Lega da don Giorgio. “E’ assurdo che un prete possa dare del pezzo di m… a una persona!”, aveva detto dentro e fuori da Palazzo di Giustizia (vedi video in alto)

La proposta

Una formale richiesta di scuse da parte del sacerdote e una somma versata in beneficenza: queste, per Salvini, le condizioni per far finire la vicenda senza procedere oltre con la causa. Don Giorgio dal canto suo aveva risposto piccato alla “proposta” dell’ex Ministro dell’Interno. “Darò i soldi ai clandestini che arrivano in Italia” aveva fatto sapere, non in aula, ma dalla rete.

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Don Giorgio de Capitani condannato: dovrà risarcire Matteo Salvini

Quindi niente ritiro della querela. Il processo, come detto è proseguito e oggi don Giorgio, difeso  dagli avvocati Marco Rigamonti ed Emiliano Tamburini, è stato condannato ad una multa  da 7500 euro. Inoltre dovrà Risarcire Salvini con 7000 euro e saranno a suo carico le spese processuali. Il Pm Del Grosso aveva chiesto una pena pecuniaria di 10mila euro ma nessuna pena detentiva, riconducendo l’azione del religioso ad una critica politica, seppur con toni, modi e anche tempo, diffamatori

Respinta la tesi difensiva

Respinta quindi la tesi difensiva del sacerdote i cui legali, già nell’udienza di settembre, avevano tentato di sottolineare  che anche il linguaggio utilizzato da Salvini, spesso e volentieri, non si allontana molto dal “registro stilistico” utilizzato dallo stesso don Giorgio.

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