Derby Como-Lecco: la questura emette 11 Daspo. Stadio vietato per 9 lecchesi e due comaschi .

I disordini durante il derby lariano

Tutto risale allo scorso 22 maggio quando allo stadio  Sinigaglia di Como  si è disputata la partita Como Lecco, valevole per le semifinali scudetto di serie D (finita, per la cronaca 3 a 3 con passaggio del Lecco in finale). Una partita da sempre costellata da acceso antagonismo. La rivalità storica tra le due tifoserie non è sfuggita alle valutazioni dell’Osservatorio Nazionale Manifestazioni Sportive che ha connotato l’incontro con profili di rischio tali da far scattare misure organizzative di rigore a tutela dell’Ordine e Sicurezza Pubblica. Tra questi ad ad esempio   la vendita di 300 biglietti per i tifosi ospiti, con la contestuale acquisizione dei loro dati anagrafici, obbligo generalmente non previsto per la serie D. Prima del match imponente ed articolato è stato il servizio di ordine e sicurezza pubblico, diretto da un funzionario della Questura, che ha visto l’impiego di tutte le forze di Polizia (Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Locale) per presidiare non solo la zona dello stadio, ma anche  il percorso interessato dal passaggio della tifoseria del Lecco, giunto in treno alla stazione  di Como San Giovanni.

Problemi di ordine pubblico

Secondo le forze dell’ordine sono mancati momenti di tensione sin dall’arrivo in stazione dei supporters del Lecco.  I primi disordini si sono verificati durante il trasporto allo stadio in bus, con lancio di petardi. Successivamente giunto nell’area di servizio esterna a loro riservata, un gruppo dei tifosi lecchesi travisati, si è schierato innanzi al varco di ingresso della curva ospiti, chiedendo insistentemente di accedere unitamente all’aliquota di tifosi sprovvisti del biglietto. Poco dopo un folto gruppo di tifosi si é incamminato dapprima verso i giardini di viale Puecher, proseguendo poi la propria marcia in direzione dell’area di servizio esterna riservata alla tifoseria locale e delimitata dagli elementi separatori mobili, tipo “betafence”, installati per l’evento. Davanti alla barriera  un tifoso del Lecco ha tentato di oltrepassarla, scavalcandola e venendo prontamente fermato da alcuni operatori delle Forze di Polizia, nel frattempo intervenuti. Si è resa necessaria un’azione di “alleggerimento”, poiché gli agenti erano stati aggrediti fisicamente dal folto gruppo di tifosi ospiti ivi assemblati, dei quali alcuni parzialmente travisati e muniti di aste di bandiere. Grazie anche alle barriere divisorie le violenze poste in essere non hanno avuto conseguenze più gravi.

Derby Como-Lecco: la questura emette 11 Daspo

Poco dopo il numeroso gruppo di ultras del Lecco, saputo  che all’interno dello stesso parecchi  tifosi del Como avevano provato a raggiungere la curva ospite, passando nel settore distinti, vietato  al pubblico, dapprima ha tentato di forzare l’apertura di uno dei cancelli, chiuso da una spessa catena munita di lucchetto, poi ha provato ad entrare in massa dal previsto varco d’ingresso, in quel momento presidiato dagli steward e da personale delle Forze di Polizia, cercando di forzarlo. Si è reso pertanto necessario un nuovo intervento da parte degli operatori di Polizia per respingere l’aggressione violenta. Solo quando tutti i tifosi, acquisito il possesso del regolare biglietto d’ingresso, hanno avuto accesso all’interno del proprio settore la situazione si è normalizzata. 

Nei giorni seguenti l’intenso lavoro degli investigatori ha permesso di ricostruire i momenti di criticità  avvalendosi anche della documentazione video-fotografica realizzata dagli operatori della Polizia Scientifica, e riuscendo in tal modo a dare un nome a 9 soggetti travisati, appartenenti alla tifoseria del Lecco, e anche a 2 comaschi, tutti rei a vario titolo degli atti di violenza fuori e dentro lo stadio.

il Questore di Como ha già emesso 10 provvedimenti DA.Spo., l’undicesimo è in fase istruttoria, che in questi giorni si sta provvedendo a notificare agli interessati, che vedono così sfumare ad inizio campionato la possibilità di seguire la loro squadra del cuore.

Cosa comporta il Daspo

Immediata conseguenza per tutti i destinatari è non solo il divieto di accesso agli impianti sportivi per un periodo che varia da un minimo di un anno ad un massimo di due anni e sei mesi, ma anche l’obbligo di permanere, tre ore prima e tre ore dopo l’incontro di calcio, al di fuori della zona perimetrale lo stadio, a loro interdette per tutta la durata del provvedimento e puntualmente indicata nell’atto a firma del Questore.

Ulteriore conseguenza ugualmente interdittiva e legata alle modifiche apportate dal c.d. Decreto Sicurezza-bis è rappresentata dall’impossibilità per i destinatari del DA.Spo. di accedere allo stadio, con qualsiasi tipologia di biglietto (a titolo gratuito o pagamento), sino a quando non ottengano la riabilitazione, procedura attivabile a richiesta degli interessati non prima di tre anni dal termine del divieto di accesso.