Crollo del Ponte di Annone: la Procura di Lecco ha chiuso le indagini relative alla tragedia avvenuta il 28 ottobre 2016 che provocò un morto e sette feriti. Il fascicolo è stato chiuso ieri, giovedì 24 gennaio 2019, dal Procuratore Capo  di Lecco Antonio Chiappani e dal Pubblico Ministero Andrea Figoni (non erano mancate le polemiche per il trasferimento del primo titolare dell’inchiesta). Sei in tutto le persone indagate: per tutti le ipotesi di reato sono disastro colposo, crollo, omicidio colposo e lesioni.

Crollo del Ponte di Annone: chiuse le indagini

Sul fascicolo delle indagini erano iscritti già da tempo i nomi di Angelo Valsecchi, 52 anni dirigente del settore strade della Provincia di Lecco, dell’ingegnere oggionese Andrea Sesana, 37 anni, che era responsabile del servizio concessioni stradali sempre di Villa Locatelli e di Giovanni Salvatore, 58 anni in qualità di capo del centro manutenzione dell’Anas in Lombardia. Ma la lista si è allungata e gli indagati sono raddoppiati.

I nuovi indagati

Tre i nuovi nomi sotto la lente degli inquirenti. Si tratta di Roberto Torresan, 55 anni, ingegnere di Busto Arsizio, che 4 anni prima del crollo del ponte di Annone elaborò un progetto per la manutenzione della infrastruttura. Nella sua relazione non segnalò problemi statici, ma solo il degrado del ponte. E ancora Eugenio Ferraris, 60 anni dirigente del settore infrastrutture della Provincia di Bergamo e Silvia Garbelli, 58 anni, in qualità di tecnico sempre dell’ente orobico.  Entrambi sono finiti nell’indagine per i permessi rilasciati relativi al permesso di transito sul ponte concesso al camion della ditta di trasporti della Nicoli spa (azienda di Albino, in provincia di Bergamo).  Al momento non c’è astato alcun rinvio a giudizio  ma la Procura di Lecco è pronta a richiederlo.

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Una tragedia impossibile da dimenticare

Erano circa le 17.30 del pomeriggio del 28 ottobre 2016 quando un tir della Nicoli  dell’azienda  franò  sopra un’Audi “A4” bianca e una Fiat “Punto” rossa che stavano transitando proprio in quel momento sulla SS36. Entrambe le auto rimasero  schiacciate dal peso dell’autoarticolato: il conducente della berlina tedesca, Claudio Bertini – 68 anni, residente a Civate in via Belvedere – morì incastrato tra le lamiere. Ferite piuttosto serie per le altre sei persone coinvolte nell’incidente: l’autista del camion riportò  un trauma toracico e varie contusioni. Contusioni varie anche per tre bambini che si trovavano a bordo di un’altra auto. Rimasta incastrata sul ponte anche una Volkswagen “Golf”: la persona al volante uscì miracolosamente illesa dall’incidente sebbene si trovasse sul cavalcavia al momento del crollo. Vivo per miracolo anche un motociclista che stava percorrendo la Statale 36 nell’attimo in cui il ponte franò. Sotto choc anche un altro automobilista, Paolo Giacalone di Albavilla, rimasto in bilico con la sua Toyota “Auris” proprio nel punto dove si spezzò  il ponte.