Concessi i domiciliari a Roberto Formigoni: il Celeste lascerà il carcere. I giudici del Tribunale di Sorveglianza, ai quali si erano appellati i giorni scorsi  l’ex governatore di Regione Lombardia e i suoi legali Luigi Stortoni e Mario Brusa, hanno dato parere positivo alla richiesta di detenzione domiciliare. Formigoni, che si trova in carcere dallo scorso  21 febbraio per lo scandalo sanitario Maugeri-San Raffaele, potrà quindi presto lasciare la casa circondariale di Bollate.

Concessi i domiciliari a Formigoni: il Celeste lascerà il carcere

Il lecchese era stato condannato on via definitiva a 5 anni e 10 mesi per corruzione e, in forza della legge “spazzacorrotti” che non prevede pene alternative al carcere per i reati contro la pubblica amministrazione, era finito in cella nonostante i suoi 71 anni. Già a marzo era stata avanzata una richiesta di scarcerazione ma  la Corte d’Appello di Milano aveva respinto la richiesta avanzata dalla difesa di dichiarare l’inefficacia dell’ordine di carcerazione firmato dal sostituto procuratore di Milano Antonio Lamanna. La scorsa settimana invece il sostituto procuratore generale di Milano Nicola Balice aveva  dato parere favorevole.

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Dove sconterà la pena?

Su dove andrà il Celeste, il legale al momento  Luigi Stortoni non si pronuncia. “Un suo amico di Milano ha dato la disponibilità ad accoglierlo mentre sarà ai domiciliari” si limita a dire anche se smentisce che si possa trattare di Alberto Perego, che in passato gli era stato molto vicino.

Sul giornale di Lecco in edicola dal 22 luglio l’intervista all’avvocato Sortoni. (Da pc clicca qui per la versione sfogliabile, mentre sul tuo cellulare cerca e scarica la app “Giornale di Lecco” dallo store).