Assolto per totale infermità mentale Aboudel Manaf Cocobissi, l’aggressore del sottopasso ferroviario di Lecco.  Stamane in tribunale i famigliari del giovane hanno incontrato le due donne aggredite. La mamma Emanuelle ha abbracciato le vittime  del figlio.

Udienza a porte chiuse: assolto

Si è svolta oggi a mezzogiorno l’udienza a porte chiuse nei confronti di Aboudel Manaf Cocobissi, 24 anni.  Il giovane, originario del Togo ma titolare di un permesso di soggiorno di lunga durata,  è  colui  che lunedì 9 settembre ha colpito due donne nel sottopasso della stazione ferroviaria di Lecco.   Il giudice monocratico, Enrico Manzi, aveva  affidato l’incarico allo psichiatra, dottor Giuseppe Giunta,  di verificare le sue capacità di stare in giudizio e per capire se il giovane sia in grado di intendere e volere. Lo psichiatra si è recato in carcere dal 24enne e ha stilato una relazione chiara: il ragazzo non è in grado di intendere e di volere.

Infermità mentale accertata

Il giudice monocratico del Tribunale di Lecco ha assolto  Aboudel Manaf Cocobissi per totale infermità di mente e ha disposto il ricovero in una struttura Rems per la durata di due anni. Il problema che adesso si pone è trovare un luogo  idoneo che possa ospitare il 24enne in attesa che si liberi un posto. Cocobissi non può stare in carcere – perché dichiarato assolto – ma neppure può essere liberato.

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In aula le due vittime

In aula questa mattina erano presenti la giovane di 18 anni spintonata nel sottopasso della stazione e la dottoressa Elena Conti, la professionista di 56 anni anni che aveva preso un pugno dal 24enne e che aveva rimediato una prognosi di 30 giorni.

L’abbraccio della mamma di Cocobissi fuori dall’aula

La mamma del giovane, Emanuelle,  ha chiesto di potersi scusare con le vittime del figlio. Una richiesta che è stata presentata alle due vittime dall’avvocato Arianna Imbasciati. Sia la 18enne che la dottoressa Conti non hanno esitato ad accogliere la richiesta della donna che era in tribunale con una delle figlie e con il genero. Poi Emanuelle ha abbracciato a lungo le due donne. Un gesto commovente fatto con tanta dignità e con sincero dispiacere che ha colpito tutti i presenti. “Ora per due anni mio figlio sarà al sicuro – ha detto fuori dal tribunale – Spero solo che possa essere aiutato anche in seguito”.

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