Ciclone su Eolo, l’Internet Service Provider con sede Busto Arsizio Eolo è un gestore che si è diffuso negli anni soprattutto in zone non ancora coperte da fibra e adsl: basava il business sull’installazione di antenne radio che diffondevano Internet. Quindi internet veloce…  ma su frequenze non sue.

Eolo nell’occhio del ciclone: cos’ha scoperto la Finanza

Internet veloce su frequenze non proprie. Un vero e proprio ciclone quello che si è abbattuto su Eolo, un ciclone con le divise della Guardia di Finanza che, sotto la guida e il coordinamento della Procura, ha arrestato il legale rappresentante della società operante su tutto il territorio nazionale e sequestrato dai conti 3 milioni e mezzo di euro. Dalle indagini i finanzieri hanno scoperto che la società, celebre per le prestazioni del servizio internet wireless, occupasse frequenze non ancora assegnate dal Ministero dello Sviluppo Economico.

Truffa, furto e concorrenza

“In particolare – spiegano dalla Guardia di Finanza varesina –  la società, grazie a modem di ultima generazione forniti ai propri abbonati, utilizzava senza autorizzazione una banda di frequenza non assegnata a nessun operatore ed era in grado di offrire una connessione internet più veloce. Tale comportamento, non solo ha arrecato danno allo Stato in assenza del pagamento degli oneri di concessione, ma ha consentito all’azienda di ampliare la propria quota di mercato a discapito della concorrenza che agisce in modo lecito sulle bande consentite”. Con un sistema informatico di controllo da remoto delle proprie antenne (presenti in tutt’Italia), Eolo era riuscita ad eludere i controlli periodici del Mise sulle bande di frequenza.

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Un arrestato, sei indagati

L’operazione ha portato all’arresto del legale rappresentate di Eolo e alle indagini a carico di altri 5 manager per i reati di truffa ai danni dello Stato pluriaggravata, furto di radiofrequenze non autorizzate pluriaggravato e turbata libertà dell’esercizio di un’industria o di un commercio. Rischia guai grossi anche la stessa società che non avendo adottato modelli organizzativi e di gestione idonei a prevenire reati della specie, è indagata perché ritenuta responsabile dei reati commessi nel suo interesse o a suo vantaggio, secondo le norme della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche.

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