Lecco

Chiarimenti su soccorsi in montagna: CAI e CNSAS intervengono

Il Club Alpino Italiano e il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico forniscono indicazioni su come e quando contattare il 112, gestire le emergenze e i costi associati. Un tema rilevante anche per il Lecchese, che nel 2025 ha registrato 573 interventi di soccorso.

Chiarimenti su soccorsi in montagna: CAI e CNSAS intervengono

Andare in montagna è un’esperienza di libertà e responsabilità. Ogni escursione deve essere pianificata con attenzione, considerando non solo l’itinerario e le proprie capacità, ma anche eventuali cambiamenti delle condizioni, come il meteo avverso e l’orientamento. Il Club Alpino Italiano (CAI) e il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) chiariscono le problematiche relative ai costi degli interventi di soccorso e le responsabilità degli escursionisti.

Questa comunicazione si basa su due recenti incidenti che hanno riacceso l’attenzione sul tema. Il primo coinvolge un alpinista bloccato sulla Cima Ovest delle Tre Cime di Lavaredo, che ha allertato i soccorsi ed è stato recuperato senza conseguenze.

Costi e responsabilità: indicazioni pratiche

Il secondo episodio è avvenuto sul Gran Sasso, dove cinque escursionisti sono stati sorpresi da un violento temporale a circa 2.600 metri. Dopo aver contattato il 112, si sono spostati in un’area senza copertura telefonica, rendendo impossibile il successivo contatto. Raggiunti dai soccorritori, erano in buone condizioni e hanno rifiutato di scendere.

Questi episodi dimostrano che la sicurezza in montagna inizia prima della partenza. Pianificare un’escursione implica valutare attentamente l’itinerario, le condizioni meteo e la preparazione personale e del gruppo. Rinunciare o modificare il programma è una scelta responsabile e non un fallimento.

CAI e CNSAS evidenziano l’importanza di chiamare il Numero Unico di Emergenza 112 in situazioni di reale pericolo. È fondamentale essere precisi nella richiesta di aiuto, rimanere reperibili e seguire le istruzioni ricevute. L’app GeoResQ può essere utile per inviare richieste di soccorso geolocalizzate e registrare la propria traccia durante l’escursione, facilitando il lavoro dei soccorritori.

“Frequentare la montagna significa assumersi responsabilità verso se stessi e gli altri”, afferma il Presidente Generale del CAI, Antonio Montani. Da oltre 160 anni, il CAI promuove progetti di educazione e formazione per una frequentazione consapevole della montagna. La tessera CAI offre accesso a competenze, corsi e cultura della prevenzione.

Il CAI ricorda anche che l’iscrizione include coperture assicurative per infortuni e responsabilità civile, comprese le spese di soccorso in ambienti impervi.

Interviene su questo tema Maurizio Dellantonio, presidente nazionale del CNSAS: «Il Soccorso Alpino non richiede pagamenti alle persone soccorse e non stabilisce addebiti. Operiamo all’interno del sistema pubblico di emergenza. Eventuali spese condivise sono disciplinate da normative regionali e non devono costituire un deterrente alla richiesta di aiuto. La montagna deve essere frequentata con preparazione e rispetto dei propri limiti».

Il Lecchese è uno dei territori con maggiore frequentazione montana in Italia. I dati della XIX Delegazione Lariana del CNSAS segnalano 573 interventi nel 2025, in aumento rispetto ai 447 del 2024 e 487 del 2022, con 650 persone soccorse e 37 decessi. Sono stati anche effettuati 45 interventi per la ricerca di persone disperse.

La Stazione di Valsassina-Valvarrone ha effettuato 155 interventi, seguita da Lecco con 139, Triangolo Lariano con 106, e altre stazioni con numeri inferiori.

Le principali cause degli interventi includono cadute e infortuni fisici, con l’escursionismo che rappresenta l’attività più coinvolta. Nel 2025, sono stati impegnati 2.501 soccorritori per un totale di 11.378 ore-uomo, confermando l’importanza della prevenzione e della preparazione in montagna.