Boschi della droga: chiuso simbolicamente con con striscioni l’accesso ai sentieri dello spaccio. L’azione dimostrativa, compiuta nella notte, è stata  “rivendicata” dal gruppo di destra “Ad Maiora Leucum”. Il sodalizio  nasce nel territorio lecchese come libera associazione che vuole dar vita, in maniera concreta, a quei Valori ed Ideali ritenuti sacri e tradizionali, attraverso l’ organizzazione di eventi ed attività di promozione culturale e sociale, condividendo i Principi e seguendo la Filosofia di Lealtà Azione.

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Boschi della droga: chiuso simbolicamente con con striscioni l’accesso ai sentieri dello spaccio

“I boschi della Brianza da sempre sono stati sfruttati per le loro risorse naturali, per attività sportive o per passeggiate rilassanti nella natura. Purtroppo da qualche anno questi territori sono divenuti vere e proprie piazze di spaccio di droga. Questa piaga è dilagante e sotto gli occhi di tutti ed è per questo che nella note tra il 13 e il 14 novembre i militanti dell’associazione di promozione sociale Ad Maiora Leucum hanno affisso alcuni striscioni e chiuso simbolicamente tre accessi a sentieri ormai divenuti dimora abituale di spacciatori” spiegano i militanti. 

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Stop allo spaccio nei boschi della droga

BASTA SPACCIO RIPRENDIAMOCI I BOSCHI,  IL SISTEMA TI VUOLE DEBOLE E DROGATO NOI TI VOGLIAMO FORTE E RIBELLE,  DROGA ARMA DEL SISTEMA. Questi gli slogan impressi sugli striscioni. “In questi scritti è racchiuso sinteticamente il pensiero dell’associazione che attraverso quest’azione vuole tenere alta l’attenzione sul fenomeno” sostengono dal gruppo. 

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Vite distrutte dalla droga

Ecco la presa di posizione e le richieste di “Ad Maiora Leucum”

“Chiediamo che lo Stato si mobiliti in tutti i suoi livelli affinché vengano redatte leggi veramente repressive per stroncare il traffico e l’offerta di tutte le sostanze stupefacenti , e che al contempo vengano promosse massicce azioni volte ad informare i cittadini, giovani e non solo, sui gravissimi danni fisici e mentali dovuti all’uso di tutte le droghe, dalle cosiddette “leggere” alle pesanti, dalle naturali alle sintetiche.

Campagne di sensibilizzazione e di dissuasione che devono essere promosse in più settori da quello scolastico a quello sportivo e aggregativo fino anche a tutto il settore massmediatico. 

Fino a quando saremo costretti a vedere le nostre forze dell’ordine arrestare spacciatori la sera che poi grazie al nostro ordinamento qualche magistrato lascia liberi la mattina seguente?

Quante vite di giovani ragazzi sono state distrutte dall’uso massiccio di droga? 

 Quante risorse economiche sono state spese nei decenni per cercare di rimettere sulla buona strada i tossicodipendenti?

E se tutte queste risorse fossero state spese in politica di prevenzione? Quante attività criminali collaterali sono collegate al mondo della droga?

Fino a quando potremo resistere inermi a questo sfacelo?

Basta con le politiche post sessantottine causa della rovina di generazioni intere è tempo di cambiare”.