Auto incendiate in aeroporto a Orio al Serio. Ieri i carabinieri hanno fermato 5 persone. Quattro sono finite in carcere e una è stata sottoposta all’obbligo di dimora. Sono stati rintracciati a Bergamo, Milano e Sant’Anastasia (Na). Contestualmente alla misura cautelare, verranno eseguiti 7 provvedimenti di perquisizione domiciliare e personale a carico dei soggetti colpiti dalla misura cautelare e di altri soggetti indagati in stato di libertà.

Auto incendiate operazione “Park on fire”

L’attività investigativa , coordinata dalla Procura della Repubblica di Bergamo e convenzionalmente denominata “Park on fire” è durata dal giugno 2017 al gennaio 2018. E’ stata avviata a seguito di una serie di incendi dolosi, che hanno interessato i parcheggi dell’aeroporto di Orio, nel comune di Grassobbio. Il 14 giugno nell’Azzurro Park erano stati danneggiati 2 veicoli. Due giorni dopo al Blu Parking l’incendio aveva danneggiato 51 auto e provocato ingenti danni strutturali.

Bottiglie Molotov contro le auto

I rilievi condotti sul posto dalla Sezione Investigazioni Scientifiche dei Carabinieri hanno consentito di stabilire l’impiego di bottiglie incendiarie,8 delle quali, ancora integre, sono state rinvenute e sequestrate in un’aiuola a circa 300 metri dall’Azzurro Park. Le indagini hanno permesso di accertare l’esistenza di un sodalizio criminale facente capo al gestore di un’altra società di parcheggi.

Il responsabile del gruppo criminale

Vertice operativo del sodalizio è un pregiudicato di origini napoletane, La Manna Giuseppe,  36enne, residente a Bergamo e tuttora sottoposto al regime degli arresti domiciliari, ex dipendente della società “Azzurro Parking srl” nonché amministratore della società “Orio Big Parking srl”, che gestisce aree di parcheggio a Seriate e Grassobbio.

Gli esecutori materiali

Sono state anche individuate tre persone di nazionalità ucraina, PREKOB GEORGII, 35enne, LAZURKO DMYTRO, 41enne, e CHUBAIKO ANDRII, 30enne, domiciliate nel milanese e “ingaggiate” da un cugino del principale indagato residente nel napoletano. Sono loro gli esecutori materiali degli incendi, a cui è stata corrisposta, nel periodo dal 15 al 26 giugno 2017, la somma complessiva di 750 euro.

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Il movente

Risulta chiaro agli inquirenti il movente sotteso agli incendi. Sarebbe da ricondurre al proposito di intimidire i titolari dei parcheggi  insistenti nella zona aeroportuale, al fine di imporre i prezzi stabiliti dal sodalizio criminale e alterare la concorrenza di mercato.

Incendio doloso, porto illegale di bombe ed evasione

I reati contestati agli indagati sono incendio doloso, detenzione e porto illegale di bombe molotov nonché, nei confronti del citato capo del sodalizio, evasione. La Manna aveva infatti dichiarato di essere andato presso il suo legale mentre in realtà era andato con la famiglia a trascorre una vacanza al mare in Versilia utilizzando l’auto di un ignaro cliente.

Abusi nei confronti dei clienti

Numerosi sono gli abusi emersi durante le indagini nei riguardi degli ignari clienti che lasciavano in custodia le proprie autovetture ai parcheggi controllati dai soggetti indagati. Innanzitutto l’utilizzo improprio dei parcheggi pubblici, dei posteggi di aziende private compiacenti e delle strade pubbliche, soprattutto quelle a ridosso dell’Aeroporto e dei comuni limitrofi, ove i mezzi in custodia venivano temporaneamente parcheggiati per liberare spazio nei parcheggi gestiti dal sodalizio e aumentarne il fatturato. Registrati anche  danni materiali ai mezzi, ammanchi di carburante e multe elevate per sosta vietata. Oltre a questo venivano anche utilizzate le auto dei clienti per fini privati.