Oltre un milione di euro: tanto sono riuscite a racimolare le due sorelle diaboliche  finite in manette per truffa aggravata. Tiziana e Gianna Pirola, rispettivamente residenti a Carate e a Sirone, sono accusate di aver raggirato decine di clienti di Poste Italiane dove Tiziana ,59 anni, considerata “la mente” delle due, lavorava.

Sorelle diaboliche in manette

A far scattare le manette intorno ai loro polsi, questa mattina, sono stati i militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Monza che hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere (per Tiziana)  ed ai domiciliari ( per la lecchese Gianna) emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari di Monza.  Un reato odioso quello che, secondo gli inquirenti, sarebbe stato messo a segno dalle due  che avrebbero approfittato di
legami di parentela, amicizia,ed età avanzata delle vittime per arricchisrsi. Di più, pare che alla base di tutto ci sia la sfrenata mania del gioco d’azzardo della sorella brianzola.

 

Anziani finiti nella rete

Le indagini sono scaturite da una denuncia presentata alla Guardia di Finanza, nell’ottobre 2016, da due anziani coniugi che riferivano di essere stati vittime di una truffa architettata da una loro vicina di casa, Tiziana Pirola, dipendente di Poste Italiane sino al gennaio 2017. Quest’ultima, nel 2014, aveva proposto alla coppia di sottoscrivere un investimento finanziario a suo dire vantaggioso in quanto riservato solo al personale dipendente di Poste Italiane. Convinti ad aderire, soprattutto per il rapporto di conoscenza con la donna, le due vittime avevano poi versato alle  Poste, tra il 2014 e il 2016, circa 165mila euro senza sospettare nulla, anche perché venivano spesso ricevute nell’ufficio della consulente per la compilazione dei moduli di adesione all’investimento e per i necessari aggiornamenti.

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(Video tratto da una puntata del 16 marzo 2017 di Mi manda Rai Tre)

Il figlio degli anziani ha fatto partire le indagini

A svelare la truffa però è stato il figlio dei due anziani, insospettito dagli strani movimenti economici degli anziani genitori. A quel punto sono scattate le indagini. Su delega della Procura della Repubblica di Monza, i Finanzieri del Gruppo hanno scoperto  numerosi altri casi di truffa messi a segno dalla ex dipendente delle poste. Tutti casi molto simili tra loro. Si parlerebbe addirittura di una quarantina di vittime tutte convinte, tra il 2013 e il 206 a  sottoscrivere dei falsi contratti. Contratti che la donna spacciava spacciati per vantaggiosi investimenti riservati ai soli dipendenti postali.

La sorella lecchese nei guai per concorso in truffa e favoreggiamento

I truffati le versavano assegni e contanti e assegni che lei, puntualmente investiva  sì… ma nel gioco d’azzardo. Per rendere credibile il raggiro e poi eludere le richieste di chiarimenti che i clienti avanzavano sui ritardi nel
pagamento degli interessi Tiziana Pirola  versava sui conti dei truffati delle somme di denaro – a suo dire anticipi sugli interessi – che provenivano dai soldi sottratti ad altri clienti. Un vero e proprio gioco di scatole cinesi. Tutto ciò con l’aiuto e il supporto della sorella Gianna, 55 anni,  che al momento è indagata quindi per concorso nel reato di truffa, favoreggiamento reale e ricettazione.