In seguito alla sentenza del Tar di Milano del 20 marzo 2026, che ha annullato il provvedimento relativo all’installazione dell’antenna 5G nella frazione Genico di Lierna, è stata diffusa una nota stampa dai residenti che hanno intrapreso l’azione legale contro gli enti che hanno autorizzato la posa di tale infrastruttura alle società Cellnex Italia spa e Zefiro Net srl.
Sentenza del Tar e reazioni dei residenti
Con la sentenza n. 1371/2026, il Tar di Milano Sezione Seconda ha accolto il ricorso di Luca Busi, Mario Panizza e Adelia Seronelli, annullando la determinazione di conclusione positiva della Conferenza di Servizi emessa dal SUAP il 1 agosto 2024, organo che gestisce il servizio anche per conto del Comune di Lierna.
Assenze significative alla Conferenza dei Servizi
“La procedura è stata condotta con un modello semplificato della Conferenza dei Servizi, ma ciò non implica una liberalizzazione – spiegano i residenti – Il Comune di Lierna è risultato assente, nonostante avesse ricevuto la convocazione formale via pec dal SUAP. Anche la Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio competente ha disertato l’incontro. Questo ha portato al silenzio assenso, consentendo così l’avvio di un’opera definita dall’architetto Pandakovic, Presidente di Italia Nostra di Como e Lecco, come ‘un episodio di ordinaria distruzione del paesaggio lariano’.”

I ricorrenti hanno sottolineato che il Tar ha riconosciuto la legittimità dell’azione legale e la lesione causata dall’installazione dell’antenna, evidenziando l’“intrusione visiva” che altera significativamente la percezione di un paesaggio di pregio. Inoltre, sono state accolte le motivazioni di illegittimità dell’atto impugnato, tra cui la violazione dell’art. 44 comma 5 del D.Lgs n. 259 del 2003 e i principi di pubblicità, trasparenza, collaborazione e buona fede.
Mancanza di pubblicità nella procedura
“La responsabilità principale ricade sull’Amministrazione del Comune di Lierna, in particolare sul sindaco – continuano i residenti – per non aver reso pubblica l’iniziativa e per aver impedito la partecipazione collettiva. Il sindaco (Simonetta Costantini, ndr) ha contraddetto le sue affermazioni alla stampa, impegnando risorse comunali per una difesa legale che non ha convinto il TAR, che ha ritenuto inadeguata la pubblicizzazione dell’istanza delle società di telecomunicazione. I cittadini sono stati informati solo attraverso il portale “impresa in un giorno”, poco accessibile, e da eventi sociali locali.”
La Soprintendenza, preposta alla tutela dei beni culturali, ha anch’essa contribuito al silenzio assenso, permettendo una chiara aggressione al paesaggio con l’installazione di un’antenna di oltre 30 metri.
Prospettive future
La nota si conclude evidenziando le attese per gli sviluppi futuri: “Aspettiamo ora l’attuazione concreta della sentenza del TAR, con l’avvocato Francesca Guercio del foro di Milano impegnata nello studio del caso. Ringraziamo l’avvocato Guercio e tutti coloro che hanno sostenuto la causa, dimostrando passione e determinazione nel supporto ai cittadini e ai ricorrenti, contribuendo a un risultato che riafferma il valore della Verità e della Giustizia.”