Una strage. Non c’è altra parola per raccontare anche quest’anno purtroppo lo stillicidio di incidenti, anche mortali, avvenuti lungo le sponde di laghi e fiumi, soprattutto nell’Adda, nell’Oglio e nel lago d’Iseo. Annegamenti che coinvolgono spesso ragazzi giovanissimi. Morti per sfuggire al caldo e per essersi fidati di un ambiente, il fiume, di cui non ci si dovrebbe mai fidare.

LEGGI ANCHE E’ morto il giovane inghiottito dalle acque del fiume Adda

Sommozzatori: tredici interventi in due mesi

Per Giacomo Passera, presidente del Nucleo Sommozzatori di Treviglio, è una triste litania. “Quest’anno siamo già a quota tredici interventi in due mesi, per tirare fuori dall’acqua persone in difficoltà e in diversi casi purtroppo non c’è stato nulla da fare – spiega – Il problema principale è sempre quello: questi ragazzi si tuffano in acqua senza sapere nuotare, o pensando di sapere nuotare adeguatamente in un ambiente in cui invece non è possibile farlo a causa della corrente”.

LEGGI ANCHE Malore nell’Adda, attivista del centro islamico muore a 41 anni

E’ il fiume il pericolo principale. “Fare il bagno nell’Adda è vietato perché è pericolosissimo – continua – La corrente è forte, l’acqua fredda e spesso tra quelli che andiamo a recuperare c’è gente che magari ha appena finito di mangiare o di bere”. Il consiglio? Semplicemente non tuffarsi mai. “Va bene bagnare i piedi, non di più. Mai.” continua Passera.

Leggi anche:  Maltempo: traffico in tilt, code, disagi, incidenti sulla Statale 36

LEGGI ANCHE Domenica da bollino rosso nell’Adda: tre persone soccorse FOTO

La prevenzione non basta

Eppure le attività di prevenzione messe in atto dai Sommozzatori non sono poche. C’è un presidio fisso dei Sommozzatori ogni weekend tra Cassano e Groppello. I Comuni hanno fatto negli anni installare decine di cartelli di divieto di balneazione, scritti in cinque lingue. I Sommozzatori stessi organizzano e portano avanti incontri nelle scuole primarie di diversi paesi rivieraschi, oltre che a Treviglio. Ma non basta.

LEGGI ANCHE Diciottenne morto nell’Adda: i genitori ringraziano Calolzio

 

“Incontrandoli nelle scuole della zona, da Fara a Canonica, a Pontirolo e Treviglio, cerchiamo di spiegare che il fiume è un ambiente bello ma pericoloso e che è un attimo trasformare una bella giornata di divertimento in una tragedia – spiega – Sul posto invece ci sono i cartelli, fatti installare dai Comuni. Le sponde ne sono piene e francamente non credo che i Comuni possano fare più di così. Il fatto è che la prevenzione, l’educazione, vanno bene. Ma ogni domenica c’è un ricambio incredibile di persone – continua – Ogni settimana ci sono persone diverse. Leggono i cartelli una volta, e la domenica successiva vanno altrove a fare il bagno”.