“Ci rivolgiamo  alla Procura perchè è necessario capire se  c’è stato una disastro colposo, ma  al di là di quello dobbiamo tutelare i cittadini”. Non h dubbi il primo  cittadino di Dervio Stefano Cassinelli: a un mese dall’alluvione che ha sconvolto Valsassina, Valvarrone e Dervio la diga di Pagnona  fa ancora paura.

Cassinelli scrive alla Procura

A seguito dell’ultimo sopralluogo aereo, effettuato lo scorso 18 luglio, il sindaco il sindaco derviese ha preso carta e penna e ha scritto una lettera a Procura, Prefettura, Provincia di Lecco a Regione Lombardia segnalando che la diga è ancora “satura di fango e legname”.

 

Situazione questa che, “in caso di forti venti e piogge potrebbe ripetere eventi come quello del 12 giugno quando buona parte del paese, proprio per il rischio di esondazione dell’invaso Enel, venne evacuato.

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La diga non è stata ripulita

“La situazione della diga al 18 luglio preoccupa fortemente questa amministrazione” spiega infatti il primo cittadino. “Ho mostrato ad un geologo le immagini dell’ultimo sorvolo e anche lui si è detto preoccupato. Di fronte ad una nuova bomba d’acqua rischieremmo di trovarci nella stessa situazione di poco più di un mese fa. Possiamo dire chiaramente che dal 12 giugno ad oggi la diga non è stata ripulita”.

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“Noi abbiamo bisogno di risposte”

“Noi abbiano il dovere di tutelare i nostri cittadini prima che le cose avvengano, non una volta che sono avvenute. Se da più di un mese tutti quei tronchi sono ammassati sulla diga, il rischio di trovarci di fronte a una nuova emergenza è reale. Non c’è bisogno di un esperto per affermarlo. Noi abbiamo bisogno di risposte” ribadisce Cassinelli. “Non voglio svegliarmi  nuovamente una mattina con qualcuno che mi dice che devo evacuare il paese. Ripeto: è passato più di un mese e a me non è stato fornito alcun atto che certifichi che si sta mettendo mano alla situazione”.