E’ stata tolta l’immediata eseguibilità al Regolamento sulle strutture di accoglimento per migranti, con l’impegno a creare un tavolo tecnico per la revisione del documento entro 15 giorni. Questo è quando emerso nell’ultimo consiglio comunale di Calolziocorte, lunedì 29 aprile, in cui la maggioranza si è trovata a discutere la richiesta dei gruppi di minoranza di revocare il provvedimento che istituisce delle “zone rosse” per i centri d’accoglienza. Dopo un consiglio fiume e ampiamente partecipato visto che numerosi cittadini hanno riempito la sala consiliare e dato vita anche ad un piccolo presidio all’esterno del Comune prima dell’inizio, alle 2.12 i gruppi sono arrivati ad un accordo…

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Richiesta la revoca

“La delibera ha suscitato clamore e perplessità – ha spiegato il capogruppo di Cittadini Uniti, Cesare Valsecchi – Abbiamo discusso ampiamente, con entrambi i gruppi di opposizione che chiedono la revoca del provvedimento perché non porta all’integrazione: questa non avviene con “zone rosse” o “blu”, ma solo con la collaborazione e cooperazione…”. Dello stesso parere anche il consigliere di Cambia Calolzio, Daniele Vanoli. “Sarebbe bello creare zone rosse per chi vieta lavoro o per chi non paga le tasse… E’ logico che quello che l’Amministrazione ha in testa è la paura di un caso simile al Ferrohotel, ma noi siamo contrari: bisogna scrivere un provvedimento differente che non se la prenda con gli ultimi…”.

Hanno chiesto la revoca anche i consiglieri di Cittadini Uniti, Sonia Mazzoleni e Paolo Cola. La prima ha parlato, rivolgendosi al sindaco, di un provvedimento che mostra “la brutta faccia della politica leghista di Salvini, che costruisce il consenso sulle paure. Prima era riuscito a tenerla fuori, ma è presente anche nella sua Giunta”. Cola, invece, ha detto che non esiste altra via rispetto alla revoca: “E’ scritto coi piedi! La strada più semplice quindi è ritirare il provvedimento e riscriverlo”.

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La risposta del sindaco Ghezzi

“Non voglio essere l’alfiere di chi vuole discriminare e creare barriere. Voglio esprimere un concetto che magari era male espresso o è stato strumentalizzato – ha spiegato il primo cittadino con grande autocritica – Voi consiglieri di minoranza conoscete il nostro obiettivo, ovvero quello di gestire l’attività dei Centri di accoglienza che si occupa di persone in stato di difficoltà in questa fase di non emergenza del fenomeno. Non era nostra intenzione discriminare o creare barriere, non è nella nostra e soprattutto non è nella mia mentalità: mi spiace che a seguito della campagna mediatica si sia passati dalla normale critica a quella politica, venendo in primis a mancare il rispetto nei miei confronti di alcuni esponenti politici. Ho visto epiteti e volantini che sono inqualificabili e chiedo ai consiglieri di minoranza di dissociarsi, il rispetto è importante e secondo me non c’è stato, anzi c’è stato una sorta killeraggio nei miei confronti”. Ecco poi la contro proposta del sindaco: “Se noi accettassimo la vostra richiesta di revocare il regolamento, verrebbe in mente a molti che noi ci abbiamo provato e poi siamo stati presi con le mani nella marmellata… Noi non ci abbiamo provato, anzi pensiamo sempre quanto è stato detto prima. La nostra proposta quindi prevede di non revocare la delibera, anche perché ci sono delle parti condivisibili e l’avevate detto anche voi, ma vogliamo riformulare gli articoli che si sono prestati a cattive interpretazione in tempi brevi e insieme”.

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La soluzione finale

La proposta del sindaco Ghezzi non ha però convinto a pieno le minoranze, prima dell’intervento dell’assessore Dario Gandolfi che è riuscito a mediare la situazione. “Ci siamo avvicinati su alcuni punti e c’è stato anche un’apertura importante del sindaco e uno sforzo di autocritica – ha detto – La delibera è ancora in stand-by, con il vicolo dell’immediata eseguibilità che però stasera possiamo togliere per lavorare insieme”. Dopo altri lunghi consulti il consiglio ha deciso di emendare l’ordine del giorno con la revoca del provvedimento: è stata tolta, invece della revoca, l’immediata eseguibilità, con l’impegno dell’Amministrazione creare un tavolo tecnico per la revisione del documento entro 15 giorni con i delegati delle forze politiche rappresentate in consiglio, delle associazioni che si occupano di migranti sul territori, dei parroci e di eventuali altre realtà benefiche quali la Caritas locale al fine di modificare poi il documento. La maggioranza ha votato compatta a favore, mentre le Cambia Calolzio e Cittadini Uniti si sono astenuti ad eccezione della consigliera Sonia Mazzoleni che ha votato contro.