L’esperto Gianluigi Bonanomi ha spiegato a Merate come insegnare ai ragazzi a riconoscere e gestire i pericoli della rete.

In auditorium la conferenza di Gianluigi Bonanomi, giornalista e formatore

Giovedì sera in auditorium a Merate Gianluigi Bonanomi è stato chiaro. Il problema, ha detto più volte,  non è la tecnologia, ma l’uso che ne facciamo. E dal momento che non possiamo precluderla ai nostri figli (“farli vivere in una bolla sarebbe un grave errore”), occorre affrontare la questione dal punto di vista educativo. Porre dei paletti, non fare da censori.

Ragazzi e tecnologia: il problema è educativo

“Non importa se non siete competenti dal punto di vista tecnologico” ha spiegato Gianluigi Bonanomi ai genitori intervenuti giovedì sera alla conferenza “Web e social. I pericoli della rete” organizzata dall’Ac Pagnano. “Lo siete dal punto di vista educativo. Quindi datevi come famiglie regole condivise (per esempio non portare il cellulare in camera da letto) e fatele rispettare punendo gli sgarri. Controllate gli smartphone dei vostri figli: le loro sim sono intestate a voi. E pretendete le password dei social per vedere quello che pubblicano e i presunti amici”. Di più, “smettetela di pensare che la tecnologia sia una roba da smanettoni. E’ arrivato il tempo di cominciare ad alfabetizzare tutta la famiglia e quindi, per prima cosa, leggete le informative delle app che scaricate, anche e soprattutto quelle dei giochini”.

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