Presentato questa mattina a Palazzo delle Paure il bando “Waterfront” l’atteso concorso progettuale con il quale Lecco ha accolto e rilancia (ai professionisti dell’architettura e del paesaggio) la sfida a ridisegnare un lungolago degno del capoluogo lariano.

“Waterfront” in due (anzi tre) manche

Ad illustrare i termini, l’assessore al Territorio Gaia Bolognini. Il bando sarà pubblicato questo venerdì, 21 giugno. Il concorso si svolgerà in due fasi. La prima “dovrà essere di stimolo per agganciare idee di fondo vincenti”, sicché sarà aperta “alla più ampia rosa di professionisti”. Alla seconda manche accederanno soltanto le cinque proposte migliori che dovranno essere sviluppate in un vero e proprio progetto di fattibilità tecnica ed economica.

Il Comune ha stanziato 77mila euro per i premi destinati alla cinquina finalista: il primo intascherà 38mila euro, ma soprattutto si aggiudicherà un contratto di progettazione e direzione lavori vincolato con l’Amministrazione comunale per cinque anni. In altre parole metterà la firma sul futuro lungolago di Lecco.

La Giunta Brivio non incoronerà il vincitore

La tempistica del concorso non è però breve. “Entro il prossimo ottobre si concluderà la prima fase – ha spiegato Bolognini – Fino al successivo febbraio si svilupperà una fase di confronto pubblico, nella quale la cittadinanza sarà coinvolta con dibattiti, eventi e mostre. Si potranno esprimere idee, proposte, offrire spunti e manifestare necessità”. Tra febbraio e maggio sarà avviata la seconda fase della selezione. Nulla vieta che il verdetto finale venga emesso entro la scadenza del mandato Brivio bis (maggio/giugno 2020). E’ certo comunque che il professionista vincitore dovrà rapportarsi con un’altra Amministrazione comunale per tutto il resto dell’impresa.

Per la cronaca  (e non solo): la commissione deputata a sovrintendere al concorso, quindi a selezionare la cinquina finalista, sarà composta da cinque  membri rispettivamente in rappresentanza dell’Amministrazione comunale, di Confcommercio, degli ordini professionali Architetti e Ingegneri, del Politecnico di Milano,  più un esperto in architettura paesaggistica.

Due milioni nel salvadanaio per partire

Chiunque, eletto, governerà Lecco fino al 2025 potrà contare su un “tesoretto” di 2 milioni di euro vincolati nel Piano Opere Triennale per avviare l’auspicata realizzazione del nuovo Waterfront. “Un primo lotto” lo ha definito l’assessore Bolognini. I chilometri di lungolago  da ripensare per metterci poi mano con una visione unitaria sono infatti almeno dieci. Stamattina è stata scandita una ripartizione in quattro sezioni: il tratto da Abbadia Lariana alle Caviate, quindi  dalle Caviate al ponte Kennedy; poi fino al terzo ponte (Manzoni); infine Rivabella di Maggianico fino a Vercurago. Presumibile che la riqualificazione del segmento centrale, quello del lungolago cittadino, avrà la precedenza seppure dentro il quadro di un “progetto perfettamente integrato nel contesto di Lecco”.

Andreas Kipar

Ad illustrare la vision che farà da input ai partecipanti al concorso,  stamattina c’era l’architetto paesaggista Andreas Kipar, nome noto a livello internazionale. “Sono arrivato a piedi, che è la misura giusta per cogliere lo scenario” ha raccontato. “Il tessuto urbano si fa più denso, storico, torna a misura d’uomo, quindi si spalanca al lago e… ahah!”. Dunque la sorpresa di un lago che da sempre fa parte di Lecco, seppure proverbialmente i lecchesi “gli voltano le spalle per guardare alla montagna”. Quasi sprecando così la metà del patrimonio naturale che ha avuto in dono. Una bellezza che è richiesta a gran voce dal turismo. “Il 96% degli elettori alle ultime europee ha dichiarato di desiderare una migliore riconcilazione con la natura – ha detto Kipar – e per natura è chiaro che si intende il paesaggio”.

Il brand Lecco

Sui due anni trascorsi per partorire il bando, Kipar ha fornito una chiave di lettura ottimistica: “Un percorso giusto, oggi siamo qua a presentare un concorso che vuole pensare in grande”. Obiettivo “riportare Lecco sulla mappa dove qualcosa sta succedendo”. Per questo occorrerà che tra i partecipanti al concorso vi siano anche professionisti internazionali. In altre parole il concorso fa parte del marketing per lanciare il brand Lecco. “Il concorso sul lungolago vuol dire andare in offensiva…” ha concluso l’architetto. Che non ha dimenticato di suonare  la carica ai politici presenti per il reperimento delle risorse necessarie.

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Chiaro che i due milioni a bilancio sono niente. Bolognini ha spiegato che il resto lo si potrebbe reperire in accordo con i privati, destinando al lungolago i contributi a scomputo oneri urbanistici di cantieri che sono da tutt’altra parte rispetto al lago. Kipar ha richiamato però ad un’altra possibilità: “Non si capisce perché nei paesi della Ruhr in Germania investono ogni anno 50 milioni di fondi europei in opere infrastrutturali e qui invece no…”. Colpa delle solite lungaggini?

Un “varo” travagliato

Un “parto” di travagliata gestione quello del bando Waterfront. Lo ha ammesso anche il sindaco Virginio Brivio: “C’è stata qualche fatica, c’è voluto del tempo per chiarire il rapporto tra quello che uscirà da questo concorso e il successivo iter progettuale”. Diverse del resto le anime a confronto: “Confcommercio ha gettato il sasso nello stagno (avanzando l’idea, invero nel lontano ottobre 2016, ndr), l’assessorato all’Urbanistica lo ha fatto diventare un’occasione di lavoro, coinvolgendo gli ordini degli Architetti e degli Ingegneri di Lecco” ha riepilogato Brivio.

Ma è con gli Ordini professionali che si è consumato un proverbiale braccio di ferro. Architetti e Ingegneri, facendo valere il principio che la professionalità non può darsi a tempo perso (e a gratis), hanno infine ottenuto che il concorso non fosse semplicemente tra idee, alla bell’e meglio archiviabili in un cassetto. A confronto ci saranno progetti veri e propri, fattibili tecnicamente ed economicamente. E chi vincerà avrà per premio l’incarico di portare ad esecuzione il piano. Che non è poco, ma soprattutto è una garanzia che qualcosa si faccia.

Confcommercio

“Confidiamo molto nei professionisti che cercheranno di incarnare progetti credibili ovvero fattibili” ha concluso il primo cittadino. Soddisfatti di essere finalmente arrivati ai… blocchi di partenza i presidenti degli Architetti (Giulia Torregrossa) e degli Ingegneri (Gianluigi Meroni). Al tavolo c’era anche Antonio Peccati, presidente di Confcommercio Lecco.

“La presentazione del Concorso Waterfront costituisce per noi un traguardo e un punto di partenza. Un traguardo perché, a quasi tre anni dal lancio della nostra proposta di un concorso di idee per la progettazione-riqualificazione del lungolago, avanzata alla Giunta del Comune di Lecco, siamo arrivati alla giornata odierna. Siamo carichi di aspettative e di sogni. Come avevamo detto fin dall’inizio di questa discussione, la nostra ambizione era quella di poter dare a Lecco, alle sue imprese ai suoi cittadini e ai suoi turisti, qualcosa che meritano da troppo tempo, ovvero un lungolago attraente e funzionale. Ma questo rappresenta anche un punto di partenza, perché da qui occorre iniziare a impostare, con progetti e tanta concretezza, il futuro turistico del capoluogo. Non ci si può fermare a questo concorso, ma bisogna darsi un crono-programma serio per intervenire e ridisegnare la nostra città”.

Peccati ha citato l’esempio della piccola Malgrate (“che ci ha insegnato cosa si può fare occupandosi di un pezzettino di lungolago”), ma anche della svizzera Engadina. E ha ricordato che nel cassetto della Giunta Brivio giacciono anche altre due proposte di Confcommercio, coetanee di quella per il Waterfront, riguardanti i Piani d’Erna e i Resinelli. Ché i lecchesi continuano pur sempre a guardare alla montagna anche se finalmente hanno girato un occhio sul lago…