Visita guidata riservata alla stampa dentro l’ex Palazzo Ghislanzoni questa mattina. L’assessore al Patrimonio Corrado Valsecchi ha organizzato il tour a preludio dell’open day che si terrà esattamente tra una settimana, martedì 18 giugno, stavolta dedicato agli aspiranti acquirenti dello storico immobile comunale al civico 51 di via Roma.

Quarta asta per Palazzo Ghislanzoni

“Questo è’ l’ultimo tentativo”. Valsecchi “cicerone” non ha certo minimizzato la difficoltà di piazzare ai privati l’edificio. Quella bandita dall’Amministrazione comunale, con scadenza il prossimo, è la quarta asta di vendita. Le prime tre hanno consecutivamente registrato il deserto, mentre il prezzo a base d’asta è andato di volta in volta diminuendo.

Palazzo Ghislanzoni è oggi in vendita a partire da 2,2 milioni di euro. Un bel ribasso rispetto al primo tentativo di alienazione, esperito nel 2010. Il cartellino del prezzo era allora di 3.980.000 euro. Tre anni dopo ecco il secondo incanto, abbassando la cifra a 3.400.000 euro. Al terzo colpo di lima (nel 2015), si è scesi a 3.184.000 euro. Il nuovo valore è stato calcolato sotto l’egida dell’Agenzia del Demanio, tenendo conto del mercato immobiliare reale. Le offerte di acquisto dovranno pervenire al competente ufficio di Palazzo Bovara entro le ore 12 di mercoledì 10 luglio. Il bando prevede che entro le 10 di lunedì 24 giugno si possa dare un’occhiata alla “merce”.

Un palazzo storico nel cuore del centro

Il fabbricato è ubicato nel centro storico monumentale di Lecco, nella zona centrale della città,  pedonalizzata e a traffico limitato. Nelle vicinanze ci sono i parcheggi a pagamento di piazza Affari e piazza Mazzini. Il lago di Lecco dista in linea d’aria circa duecento metri. Si tratta di un immobile di interesse storico-artistico, risalente alla fine dell’Ottocento (anteriormente al 1891). Un lascito testamentario al Comune da parte del facoltoso imprenditore lecchese Luigi Ghislanzoni che il  Consiglio Comunale accettò con deliberazione nel 1893. Con successivi accordi e convenzioni sottoscritti con gli eredi, rispettivamente nel 1924  e nel 1956 , quindi con una serie di deliberazioni 1956 l’Assise cittadina prese atto della rinuncia da parte degli stessi eredi a che il Comune tenesse vincolato il fabbricato ad uso uffici pubblici.

Il lotto è  di complessivi mq 920,45 circa, di cui coperti con edifici mq 577,79 circa. E’ costituito da due corpi di fabbrica indipendenti e comunicanti attraverso un cortile interno. Il corpo su via Roma ha una facciata di derivazione tardo-neoclassica. Elementi di pregio la ringhiera della scala interna e l’inferriata sulle finestre del prospetto principale che si affaccia sulla citata via Roma. Quattro i piani, compreso il piano terra, ciascuno di circa 190 metri quadrati.

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Il corpo e il cortile interno

Il corpo sul cortile interno è invece costituito da una palazzina con due lati rivolti verso il cortile interno. Il piano terra misura circa 392 metri quadrati
fabbrica, il primo 315 metri quadrati. La superficie della corte è di 342,66 metri quadrati. Ad essa si accede esclusivamente tramite il portone principale, che si apre su via Roma. Al momento è adibito dal Comune a deposito di segnaletica stradale.

I vincoli architettonici e urbanistici

In base al vigente PGT del Comune di Lecco palazzo Ghislanzoni si trova zona urbanistica A1 – Tessuto storico dei nuclei storici di Lecco centro e
Pescarenico, con destinazione prevalentemente mista. Le destinazioni d’uso ammesse sono dunque quelle indicate all’art. 3.1 delle Norme tecniche del Piano delle Regole: esse comprendono, in sintesi, le funzioni residenziale, esercizi di vicinato (superficie di vendita massima pari a 250 mq), terziario, artigianato di servizio alla residenza, pubblico esercizio e ricettiva. Tali destinazioni d’uso sono tutte considerate come principali e pertanto realizzabili senza alcun vincolo percentuale sul totale delle superficie utile.

Per quanto riguarda invece la classificazione del fabbricato esso risulta – ai sensi all’art. 3.2 delle Norme tecniche del Piano delle Regole -, in parte
in categoria M3 e in parte in categoria M4. Nel primo caso sono ammessi gli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria e restauro conservativo; nel secondo è ammessa anche la ristrutturazione edilizia.

E se non si vende?

Come detto “questo è’ l’ultimo tentativo. “Almeno per quanto riguarda il sottoscritto Corrado Valsecchi e l’Amministrazione Brivio. Non credo che si possa scendere sotto i 2,2 milioni di euro. Sarà la prossima amministrazione comunale ad interrogarsi sul da farsi. Questa è interessata a posizionare risorse per il restauro di altri beni parte del patrimonio, come Villa Manzoni”. Per rendere più appetibile l’affare ai privati, l’assessore – “agente immobiliare” – Valsecchi ha ricordato le agevolazioni fiscali  di cui è possibile beneficiare allorché si restauri un edificio storico. Ma non ha nemmeno taciuto che per la ristrutturazione occorrerebbe una cifra pari a quella da sostenere per acquistarlo. In altre parole chi si farà avanti dovrà investire almeno 5 milioni. Per farci cosa? “La posizione  è ottima per un albergo, un B&B. Le potenzialità sono moltissime…”.

Ma se non si vende? Allora c’è da mettere in conto  che l’Amministrazione comunale presto o tardi dovrà spendere quattrini in puntelli e transenne…