Questa estate il centro di ricerca e sperimentazione teatrale Villa Mariani, contemporaneamente all’approntamento degli allestimenti interni per l’apertura della nuova stagione teatrale ed espositiva 2019/2020 e all’organizzazione del nuovo anno accademico e formativo, sta dedicando tempo e impegno al parco delle sculture, un progetto ormai attivo da tempo e al quale hanno partecipato molti artisti.

Roberta Mariani invitata dalla direttrice

La direttrice del centro Irene Carossia ha recentemente invitato Roberta Mariani, talentuosa artista originaria di Seregno, ad esporre una sua scultura nel parco, fornendo così a chiunque lo visiti la possibilità di osservarne la realizzazione, occasione che la stessa Carossia definisce “di nutrimento per l’anima”. La direttrice ha deciso di affidare a Roberta la creazione di un’opera a partire da un tronco di cipresso ancora radicato che, una volta morto, era stato in parte tagliato in accordo con il comune. Il tronco è collocato nell’ala del parco delle sculture di Villa Mariani dedicata al tema “L’umanità non può essere dispersa”, zona in cui si trova il roseto e dove sono collocate anche le opere “Urlo” di Paolo Mezzadri e “Mediterraneo” di Teresa Ferraiuolo.

Una dedica alla maternità

Roberta Mariani possiede una straordinaria sensibilità, in grado di liberare dal legno superfluo creature lievi e forti allo stesso tempo, e una mano sapiente, che riesce a donare rotondità e armoniosa bellezza ad ogni sua opera. Quella che sta realizzando in questi giorni rappresenta la Maternità come forza creatrice, generatrice di certezza, unico punto fermo per coloro che, nella disperazione, lasciano le proprie terre. La scultrice ha dichiarato che è dedicata alle donne “Che lasciano un passato e lo perdono, ma portando seco la speranza, una nuova nascita, nuove radici.”

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La scelta del materiale

La direttrice ha voluto fortemente lavorare sul legame, non solo per l’effetto fisico e prospettico che ne può derivare, ma soprattutto per il valore tematico che assume, creando un dialogo tra le opere “Mediterraneo” e “Maternità”. “E’ straordinario vedere nascere quest’opera, viva, vibrante, come l’anima dell’artista che la crea. Ma ancora più straordinario è ascoltare e comprendere il dialogo silenzioso ma potente che muove fra Mediterraneo di Teresa Ferraiuolo e Maternità di Roberta Mariani. E’ emozionante comprendere come le anime di due donne, due artiste che non si conoscono, riescano a dialogare e a fondersi – ha dichiarato Carossia in una recente intervista – Materiali differenti, metallo e legno, mani differenti ma unite da un tema, l’umanità e l’esodo, e da un luogo nel quale l’arte e la cultura sono colme di reciprocità”.

A Villa Mariani anche l’opera “Gocce”

Nel parco verrà inoltre installata in queste settimane anche l’opera “Gocce” dell’artista Lucia Rosano, andando ad aumentare il suo patrimonio artistico che, con le nuove scelte della direttrice, si avvia sempre di più a diventare anche un giardino botanico in cui la mano dell’uomo incontra quella della natura. Ciascuna iniziativa verrà opportunamente approfondita e spiegata nell’attesa conferenza stampa di presentazione della nuova stagione, programmata per il prossimo 12 settembre.

Roberta Mariani