Venezia premia  la giovane bergamasca Petra Gaia Sana. Il 17 luglio infatti presso il Teatro La Fenice di Venezia la studentessa ha ricevuto la Menzione Speciale della Giuria per la sezione “Illustrare il cinema” del Premio Internazionale per la Sceneggiatura Mattador.

Venezia premia la giovane promessa

Il Premio Internazionale per la Sceneggiatura Mattador di Venezia premia con un Menzione Speciale Petra Gaia Sana. Nata il 29 marzo 1995 la giovane ha sviluppato la passione per il disegno fin dalla tenera età. Una passione condivisa e sostenuta dai genitori. Dopo il liceo artistico ha proseguito i suoi studi iscrivendosi all’Accademia di Brera a Milano, indirizzo pittura. «Anche da piccola adoravo disegnare ed alla fine ho seguito le orme dei miei genitori. Entrambi infatti avevano intrapreso questo percorso anni fa. Mio padre è uno scultore. Mia madre invece è un’insegnante di arte alle scuole secondarie di primo grado. Detto ciò, quindi, la mia famiglia mi ha sempre sostenuto nelle scelte di studi».

Premio Sergio Fedriani di Genova

Nel mese di aprile la studentessa è stata premiata anche a Genova nell’ambito della 22esima edizione del Premio Sergio Fedriani. «Vincere questi premi o queste menzioni per me è motivo d’orgoglio, perché il mio lavoro conquista credibilità e non è più una cosa che faccio per me stessa. Quello a cui punto è proprio questo: fare qualcosa che rappresenti me – nello stile, nel colore – e al tempo stesso che venga capito da tutti». Una passione di famiglia, un sogno da seguire e progetti che si susseguono. «A breve vorrei tentare il master in illustrazione editoriale. Tuttavia mi piacerebbe anche imparare meglio il digitale, l’animazione in particolare perché mi affascina molto e credo abbia potenziali sbocchi professionali» spiega la giovane artista che si lascia ispirare dalla bellezza che la circonda.

L’ispirazione dal bello che mi circonda

«Quando disegno o quando dipingo mi ispiro alle cose che mi circondano o che mi piacciono,  nulla di particolare. L’ispirazione arriva dalla natura, dagli animali, dai grandi artisti e dai piccoli artisti, insomma un po’ da tutto. Dall’esperienza. Sono tanti gli artisti che mi piacciono e da cui traggo ispirazione: Louise Bourgeois, Paul Klee, Kirchner, Munch, Odilon Redon. Questi sono solo alcuni nomi, ce ne sarebbero molti altri. Adoro Beatrice Alemagna per l’illustrazione per le storie che riesce a inventare, Pablo Auladell. Poi ancora Gipi, Martoz, Paz, Daniel Cuello, e tantissimi altri… Questi sono solo i più importanti che mi vengono in mente adesso».

Leggi anche:  Mick Jagger gira un film sul nostro Lago

Lo stile prende forma

Sebbene il suo stile sia ancora in divenire si riconoscono da subito i suoi lavori, dai colori e dalla linea morbida e semplice, quasi a richiamare la leggerezza dell’ispirazione stessa che prende forma nel preciso istante in cui la matita tocca il foglio, o il pennello la tela. «Non ho ancora credo uno stile ben preciso, ma il mio segno è espressivo. Tendo a disegnare velocemente, senza disegno di prova, mi piace sperimentare tecniche diverse e diversi supporti, non mi piace uno stile in particolare. Prediligo l’acrilico perché è adatto al mio stile veloce, si asciuga subito e se si sbaglia ci si può passare sopra. Una cosa che mi è stata sempre insegnata è quella di non cancellare mai uno sbaglio, ma di sfruttarlo o di passarci sopra. In pratica mai usare la gomma da cancellare. Sembra una sciocchezza, ma per me è molto importante. Errare infatti è umano e non bisogna vergognarsene. Non so cosa mi aspetta il futuro ma come già detto mi piacerebbe fare del disegno il mio lavoro, o comunque lavorare nell’ambito artistico.».

Passioni e luoghi d’infanzia

Come tutte le ragazze della sua età oltre a quella artistica Petra ha anche altre passioni. «Nei momenti liberi mi piace viaggiare, scoprire nuovi posti, vedere mostre e musei, ma al tempo stesso mi piace passare il tempo a casa mia. A Pontida sono legata al Monte Canto, perché è proprio la prima cosa che vedo quando guardo fuori dal terrazzo».

Un messaggio al ministro

Che in Italia serva più attenzione verso arte e cultura è un pensiero condiviso da molti. Ecco cosa chiederebbe una giovane studentessa della Brera al ministro dei Beni Culturali >tag_nomeres<. «Al ministro della cultura chiederei di valorizzare di più il patrimonio artistico italiano, che deficita sempre della giusta attenzione. Ultimamente ho apprezzato il fatto che un giorno al mese si possa entrare gratuitamente nei musei, ma sento che l’arte non sia valorizzata abbastanza. Lo dimostra il fatto che c’è poca possibilità di trovare lavoro con solo un diploma di maestro d’arte. Tuttavia non mi lamento, le opportunità ci sono e basta coglierle al momento giusto».