Durante i Mondiali di calcio, anche Lecco ha vissuto il suo evento calcistico di grande rilevanza. Al centro sportivo del Bione, il pubblico ha vissuto emozioni intense, con cori e bandiere, simili a quelli delle competizioni internazionali, ma con un significato profondo di inclusione. La finale del Torneo Multietnico, organizzato da Anolf Cisl Monza Brianza Lecco (Associazione nazionale oltre le frontiere), si è svolta ieri, domenica 12 luglio 2026, con il Burkina Faso che ha avuto la meglio ai calci di rigore contro il Gambia, in un percorso che era iniziato il 20 giugno.
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Il Torneo Multietnico: un evento di integrazione
Dodici le squadre partecipanti, rappresentanti di diverse comunità presenti a Lecco, tra cui Marocco, Mali, Senegal, Burkina Faso, Costa d’Avorio, Guinea, Togo, Nigeria, Congo e Gambia. Questo torneo, che cresce ogni anno, è diventato un appuntamento fisso dell’estate, attirando centinaia di spettatori e un tifo paragonabile a quello dei Mondiali.
L’iniziativa è guidata da Anolf Cisl Monza Brianza Lecco, presieduta da Andrea Massironi, che ha potuto contare sul prezioso supporto dei volontari, tra cui Sanogo Aboubakar Sidik, presente anche durante la giornata finale.
«Inizialmente il torneo era dedicato all’ex presidente deceduto in Italia e si chiamava Torneo Idris Sanogo. Col tempo, è stato rinominato Torneo Multietnico. Vogliamo che questo evento si sposti tra i vari Comuni, dimostrando che i ragazzi di seconda generazione non sono solo le notizie che si vedono in tv, ma sono giovani che si divertono e costruiscono amicizie attraverso il calcio. È un momento di incontro per chi già gioca, ma che è disperso tra le varie squadre del territorio e non ha mai occasione di confrontarsi con i coetanei del loro Paese d’origine», ha dichiarato Massironi.
Questo è lo spirito che anima la manifestazione. Le squadre cambiano, ma i protagonisti rimangono giovani residenti a Lecco e provincia, che trovano nel calcio un’opportunità per condividere le proprie radici e instaurare nuove amicizie, dimostrando come lo sport possa essere un efficace strumento di integrazione.
Non è casuale che il torneo sia iniziato il 20 giugno, giornata dedicata alla Giornata mondiale del rifugiato, istituita dalle Nazioni Unite. Una scelta simbolica che riflette i valori fondamentali dell’attività quotidiana di Anolf.
Ogni giorno, nei loro sportelli, i volontari accolgono donne, uomini e bambini con storie di guerre e persecuzioni, offrendo ascolto, orientamento, tutela dei diritti, mediazione culturale e supporto nei percorsi di integrazione.
«Il nostro obiettivo è sostenere la speranza di rifugiati e richiedenti asilo, creando condizioni reali di autonomia, inclusione e piena cittadinanza», ha concluso Andrea Massironi.
In conclusione, a vincere sono stati tutti: chi è sceso in campo, chi ha sostenuto dalle tribune e una città che ha dimostrato, per un giorno, come il calcio possa realmente superare ogni confine.