Dopo il successo ottenuto lo scorso anno, la Valle accoglie nuovamente la campagna di screening dedicata alla diagnosi precoce dell’ambliopia nei bambini. Nel 2025, l’iniziativa aveva visto la partecipazione di 356 piccoli, da Premana a Ballabio. Quest’anno, l’obiettivo resta quello di identificare tempestivamente eventuali problemi visivi in età prescolare.
Cos’è l’ambliopia
L’ambliopia, comunemente nota come “occhio pigro”, è un disturbo dello sviluppo visivo che si manifesta generalmente nei primi anni di vita. Questa condizione comporta che uno degli occhi non riesca a raggiungere una normale capacità visiva, talvolta neppure con l’ausilio di lenti correttive. Sebbene di solito colpisca un solo occhio, può interessare anche entrambi.
Quando si verifica, l’occhio più debole invia al cervello immagini sfocate, mentre l’altro occhio vede in modo più nitido. Di conseguenza, il cervello tende a privilegiare l’occhio “più forte”, ignorando i segnali provenienti dall’altro occhio. Questo meccanismo, se non corretto, può compromettere lo sviluppo di una visione completa, con possibili conseguenze sulla percezione della profondità e sulla visione tridimensionale. È importante sottolineare che, nonostante il nome, l’ambliopia non ha nulla a che vedere con la pigrizia: non è causata dall’impegno del bambino né da un comportamento volontario.
Importanza della diagnosi precoce
La diagnosi precoce dell’ambliopia è cruciale. Se identificata in tempo, la condizione può essere trattata, riducendo il rischio di problemi visivi permanenti. Al contrario, senza un intervento tempestivo, la riduzione della vista nell’occhio interessato può diventare definitiva.
Dettagli dello screening
Lo screening proposto è rapido, semplice e completamente indolore. L’esame dura meno di un minuto per ciascun bambino e viene effettuato tramite un visore specifico, che consente di rilevare eventuali anomalie. Non sarà necessario recarsi in ambulatorio: i medici si recheranno direttamente negli asili del territorio con la strumentazione necessaria.
L’iniziativa è promossa da un gruppo di medici di medicina generale – alcuni ancora attivi, altri in pensione – all’interno di un progetto sostenuto dal Lions Club, un’associazione storicamente impegnata nella tutela della vista. Tra le molteplici attività del sodalizio, si segnalano la raccolta di occhiali usati e la nota scuola per cani guida di Limbiate, dove vengono addestrati animali destinati a persone non vedenti o ipovedenti.
Al termine dello screening, i referti saranno consegnati ai genitori. Qualora emergano anomalie, sarà il pediatra a valutare eventuali approfondimenti diagnostici, avviando, se necessario, un percorso di diagnosi e trattamento precoce.