“E’ una Lombardia che sembra guardare al passato più che al futuro quella che viaggia con il nuovo orario ferroviario di Trenord entrato in vigore il 9 dicembre”. Ad affermarlo è Legambiente che fotografa una situazione che ha molte più ombre che luci, anche indipendentemente dalle nuove direttive orarie. Ne sanno ben qualcosa i pendolari che oggi,  martedì 11 dicembre 2018, hanno visito una vera e propria Odissea per la sospensione della circolazione tra Colico e Lecco.

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Meno corse ma tariffe salate

“Oltre 150 treni soppressi e/o sostituiti con bus, investimenti al palo e materiale rotabile vetusto: il 46% dei convogli ha infatti più di 32 anni, come segnala lo stesso comunicato di Trenord” prosegue Legambiente. “Tutto ciò nonostante il notevole aumento tariffario (+ 30% dal 2010) che, unitamente all’aumento del numero di viaggiatori (oltre 750.000 nei giorni feriali del 2017, +7% rispetto al 2014), avrebbe dovuto portare ossigeno alla qualità del servizio ferroviario. Invece sulle linee e negli orari del trasporto pendolare la resistenza umana dei viaggiatori viene ancora messa a dura prova. E non è certo credibile l’annuncio di una maggior regolarità che Trenord annuncia, senza troppe perifrasi, come obiettivo da conseguire a spese di impietosi tagli alle corse e ai collegamenti”.

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Le modifiche con il  nuovo orario di Trenord

Sono diciotto le linee soggette a modifiche con il nuovo orario. “Preoccupante il fatto che si siano soppresse stazioni e ridotto le corse su linee da domanda debole ma essenziale, anche per gli studenti, come accaduto sulla Saronno-Seregno-Albairate. Così come è profondamente negativa la riduzione della frequenza negli orari più critici o nei giorni festivi e la sostituzione di oltre 80 corse con i bus, soprattutto in orari notturni o festivi”.

Campagna Pendolaria di Legambiente

Nel lungo elenco di modifiche ci sono solo soppressioni e perdite. “Nessun nuovo servizio o miglioramento offerto sulle linee più critiche e in cui le proteste dei pendolari sono più vibranti, se non la promessa di una davvero improbabile regolarizzazione”.  L situazione è segnalata anche dalla campagna Pendolaria di Legambiente che fotografa lo stato di salute della mobilità ferroviaria in Italia facendo risuonare un nuovo campanello d’allarme ed evidenziando “anche il grave ritardo negli investimenti necessari ad aggiornare l’infrastruttura ferroviaria della Lombardia: al palo quelli urgenti su linee ferroviarie anacronistiche, non ancora elettrificate o a binario unico, come quella che collega Vigevano e Abbiategrasso con Milano”.

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Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia

“In un momento in cui si sta discutendo di come rendere concreti gli impegni per limitare le emissioni in atmosfera a causa del cambiamento climatico, la Lombardia taglia le corse dei treni e sposta i passeggeri su bus: un controsenso!Sappiamo che ormai la capacità della rete ferroviaria lombarda è al limite ma, ancora una volta, sono le fasce più fragili della popolazione e i territori più deboli a rimetterci, a partire da chi, per scelta o per necessità, come nel caso degli studenti, non dispone di automobile. Regione Lombardia aumenti i finanziamenti al trasporto pubblico. Il futuro della nostra regione passa anche attraverso una seria riqualificazione del trasporto collettivo in cui la ferrovia ha un ruolo fondamentale per evitare di appesantire di nuovo asfalto il territorio Continuare a optare per la costruzione di nuove strade senza trovare risorse per il trasporto ferroviario è sbagliato e non mette al Lombardia in condizione di vantaggio competitivo rispetto ad altre Regioni Europee, paragonabili per livello di sviluppo e densità demografica Non bisogna giocare con beni preziosi come il tempo e la qualità della vita dei lombardi. Scegliere oggi il trasporto collettivo è una delle più grandi innovazioni necessarie per una regione che ha superato i dieci milioni di abitanti, ma li costringe a convivere con lo smog. Togliere traffico dalle strade è una priorità assoluta”.

Le bad news

Di seguito alcune tra le peggiori novità annunciate dalla società ferroviaria con il nuovo orario inea Seregno-Carnate: cessa di essere operativa, solo servizi sostitutivi bus. Una ferita insanabile, che si aggiunge all’interruzione del collegamento Carnate-Bergamo per la manutenzione del ponte sull’Adda, cancellando di fatto l’atteso collegamento ferroviario pedemontano da Malpensa a Bergamo, di cui le due tratte sono segmenti essenziali

Linea Iseo-Rovato: cessa di essere operativa la linea, mai realmente rilanciata, che con un diverso programma di esercizio avrebbe potuto consentire un collegamento efficace, sia pendolare che turistico, tra Milano, il Sebino e la Valle Camonica

Linee Milano-Lecco-Sondrio e Milano-Cremona-Mantova: soppressione di corse, sostituite con bus e tagli ai collegamenti serali verso i capoluoghi delle province più periferiche della Lombardia

Linee Brescia-Cremona e Brescia-Casalmaggiore-Parma: soppressione treni e sostituzione con bus

Linee Pavia-Stradella, Pavia-Alessandria, Pavia-Vercelli, Pavia-Codogno: soppressione di treni e sostituzione con bus

Linee suburbane S1, S6, S9 e S11: sconnessione del servizio passante di corse serali e riduzione del servizio festivo