Una vera e propria Odissea. Una mattinata da incubo (per altro non certo la sola) quella vissuta oggi, martedì 11 dicembre 2018, dai pendolari lecchesi, valtellinesi e brianzoli a causa dello stop alla circolazione dei treni tra Colico e Lecco. Una sospensione momentanea che però ha causato enormi disagi a tutti i viaggiatori e non solo sulla linea Tirano Sondrio Lecco Milano anche dopo la riattivazione della linea

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Ecco la situazione della linea aggiornata a pochi minuti fa

Stop ai treni tra Colico e Lecco: Fdi chiede l’intervento dell’Assessore regionale

Un supplizio che neanche il mitico Tantalo sarebbe riuscito a sopportare. Non ne ha dubbi il colichese Marco Masetti che per altro è portavoce di Fratelli d’Italia in provincia di Sondrio.  ” Stamattina ennesima giornata di passione sulla linea Milano – Tirano. RFI, a causa di prolungarsi di attività notturne di manutenzione, alle 7.08 ha annunciato la chiusura della tratta Lecco-Colico, quando ormai i pendolari erano sui treni e non avrebbero comunque potuto avere soluzioni alternative. FdI chiede al’assessore Terzi e a Regione Lombardia di convocare RFI per approfondire e stigmatizzare l’accaduto” scrive Masetti in una nota ufficiale. 

“Chi ha sbagliato deve pagare”

Individuare le responsabilità: questo l’imperativo di Masetti:

“Una attività manutentoria non é un accadimento imprevedibile ed un eventuale disguido avrebbe dovuto essere annunciato decisamente prima dell’orario di punta. Vien da chiedersi perché poi programmare questa attività a pochi giorni dalla chiusura di scuole ed aziende per le festività natalizie. I pendolari, ancora una volta coinvolti dai disagi, ci hanno parlato inoltre di autobus sostitutivi sovraffollati. Riteniamo intollerabile che, se fosse accertato, un piano del genere, RFI e Trenord ,oltre a non fornire un servizio adeguato, abbiano intenzione di mettere a rischio la sicurezza dei viaggiatori con soluzioni alternative improvvisate. Ancora una volta studenti, lavoratori ed aziende di Valtellina ed alto lago perdono ore di studio, lavoro e produttività senza ricevere alcun risarcimento. Riteniamo sarebbe ora di instaurare un sistema per cui chi sbaglia paga”.

 

 

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