Un cavalcavia che “farà scuola”. Un “esempio o prototipo di ricostruzione per tutti gli interventi che verranno compiuti sui cavalcavia di Anas. Ci saranno telecamere per leggere le targhe e sistemi di misurazione del peso dei mezzi in transito”. Così l’ingnegner Dino Vurro, Responsabile Coordinamento Territoriale  Nord Ovest di Anas ha definito il nuovo ponte di Annone. Lo ha fatto questa mattina, martedì 12 febbraio 2019, durante il sopralluogo effettuato sul cantiere che  ha visto la partecipazione, oltre che dei tecnici della società che gestisce la Strada Statale 36, anche dei sindaci del territorio. Ricordiamo che proprio Anas ha appalto  alla  società CO.EST di Moliterno le opere relative alla ricostruzione del sovrappasso crollato  il 28 ottobre 2016. Un crollo in cui erano rimaste ferite sette persone ed aveva perso la vita il civatese Caludio Bertini.

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Sopralluogo di sindaci e tecnici sul Ponte di Annone

Ad “ispezionare” la situazione, insieme all’ing Vurro e a Massimo Simonini, amministratore delegato e direttore generale di Anas,  c’erano i primi cittadini di Annone Patrizio Sidoti, di Civate Baldassare Mauri, di Cesana Eugenio Alfonso Galli e il vice di Suello Giacomo Valsecchi. Gli amministratori hanno potuto vedere da vicino il cantiere, saggiando lo “stato dell’arte” degli interventi in corso.

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Il cantiere infatti al momento è attivo e una volta ultimate le spalle si procederà con la posa della campata. Il futuro cavalcavia di Annone sarà realizzato  con una speciale lega metallica anti-corrosione. Avrà una unica campata di 44 metri che sarà in grado di reggere il simultanea il passaggio  di due tir da 108 tonnellate. La sezione stradale del nuovo ponte prevede, inoltre, la realizzazione di percorsi separati per ciclisti e pedoni, protetti da idonee barriere.

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I ritardi e le tempistiche

Ovviamente al centro dell’interesse di tutti i presenti (e non) c’era l’aspetto relativo alle tempistiche dell’opera e ai ritardi. Inizialmente la prospettiva era era quella di una consegna entro i primi giorni di marzo. Impossibile che questo avvenga visto che dall’apertura dl cantiere si sono accumulati ritardi di circa un paio di mesi. Ritardi che, secondo l’ingegner Vurro sono imputabili essenzialmente a due fattori: “Da una parte al maltempo che ha imperversato in particolare nel mese di novembre 2018. E dall’altra alle complicate operazioni di sminamento da parte del genio civile”. La scadenza è stata posticipata quindi al primo di maggio ma i vertici di Anas hanno prospettato una riapertura entro la fine del mese di Aprile.