Simone Bonfanti è una promessa dell’atletica meratese. Giunto nei giorni scorsi ad un passo dal podio nazionale, a pochi centimetri dal secondo posto negli Italiani indoor della categoria juniores del lancio del giavellotto, sta vivendo un sogno che nasce da fatica e sudore.

Simone Bonfanti racconta una passione nata per gioco a 6 anni

“Ho iniziato all’età di sei anni per gioco. Ero iscritto nella società sportiva As Merate dove facevamo un po’ di tutto – ha raccontato l’atleta classe 2000 – Quando avevo tra i 13 e i 14 anni mi sono appassionato ai lanci e nello specifico per il giavellotto”. E da allora non si è più fermato. Il cambio di società e il nuovo allenatore lo hanno aiutato a crescere e gli hanno fruttato i primi grandi successi. “Nella Cernuschese ho incominciato ad amare questa disciplina e ho conosciuto il mio allenatore che ancora oggi mi segue”.  I primi titoli non hanno tardato ad arrivare e nonostante i sacrifici da fare siano molti, le ricompense dello sport sembrano renderli più leggeri.

Una lunga serie di medaglie, nei giorni scorsi il nuovo record personale

“Nel 2015 gareggiavo nella categoria Cadetti e ai campionati Italiani ho vinto la medaglia d’oro. Poi sono approdato, salendo di età, agli Allievi dove, nella società 100 Torri Pavia, per due anni di fila, ho ottenuto ottimi secondi posti – ha continuato Bonfanti – Il mio allenatore Fausto Frigerio mi ha aiutato molto e devo molto a lui. Peccato per quest’anno, mi è mancato davvero poco”. Dopo il trascorso nella società di Pavia, il giovane atleta è poi passato all’Abc Azzurri con la quale ha appena partecipato ai campionati nazionali. “Ho realizzato il mio record personale, è vero. Ma non sono soddisfatto della mia prestazione. Ho lanciato 58 metri e 81 centimetri. Il secondo posto era a poco più di una spanna”.

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“Ho davanti a me ancora tante sfide”

Le sfide per Simone Bonfanti però non si esauriscono qui e la carica con cui sta approcciando gli allenamenti sembra potergli regalare un futuro roseo. “Nell’immediato ho davanti diverse sfide per dimostrare sul campo che posso e devo migliorarmi. Già nei campionati italiani di questa estate vorrei poter tornare all’oro. E non solo”. C’è un sogno, infatti, nascosto nel cassetto. “Il mio obbiettivo sarebbe quello di centrare la misura necessaria per approdare ai Mondiali di categoria. Sto lanciando molto bene in allenamento e confido di poter ambire ai 68 metri che mi permetterebbero di andare in Finlandia e di giocare le mie carte contro i migliori atleti Juniores del Pianeta”.

Una quotidianità impegnativa tra studi e allenamenti

Ovviamente il sogno di ogni atleta rimangono le Olimpiadi. Ma servono misure importanti. “Io studio a Ponte San Pietro, i libri li apro soprattutto in treno. Torno a casa da scuola e ogni giorno o quasi mi aspettano due ore di allenamento – ha continuato Bonfanti – Se uno non avesse la passione che ho io per questo sport mollerebbe subito. Io so che questo è il mio sogno e voglio che diventi il mio mestiere. Vorrei entrare nelle forze dell’ordine, perché in Italia è l’unico modo per potersi considerare professionista”. Per farlo ovviamente servono però i risultati. “Mi alleno molto e alterno esercizi di potenziamento ad altri di esplosività, velocità e coordinazione. Sembrerà assurdo, ma le gambe nel lancio del giavellotto contano più del braccio. Quando mi alleno arrivo al campo sorridendo ed esco che nemmeno sto in piedi. Se per sognare servirà soffrire lo farò e un giorno spero di poter indossare la divisa azzurra e rappresentare l’Italia alle Olimpiadi”.