L’annuncio è arrivato ufficiale durante l’ultima edizione del tg: da gennaio si spegne Tele Unica, la Tv di Lecco e di Sondrio.

Si spegne Tele Unica

“I motivi sono di natura strutturale, che riguardano l’intero comparto delle tv locali, ma anche la recente storia dell’emittente. Una crisi di liquidità a causa dei gravi ritardi nell’erogazione dei contributi degli anni 2016 e ’17” ha spiegato la storica direttrice Katia Sala ricordando gli sforzi fatti da tutti, a partire dai giornalisti che lavorano per l’emittente, per mantenere attivo un servizio informativo rivolto a tutti i lecchesi e i valtellinesi. Un servizio la cui storia nasce nel 1975 con la creazione di Tv Radio Lecco. Poi una decina di anni dopo l’emittente lecchese si fuse con Tele Spazio e divenne Tele Unica. Cruciale, per il de profundis, come ha ricordato la  direttrice Sala, le problematiche relative ai finanziamenti  statali ma anche la crisi economica che ha portato al fallimento di uno degli azionisti di maggioranza, la Filca Cooperative.

Il commento di Appello per Lecco

La notizia dello stop imminente ha creato dispiacere. Tanti  commenti  e le condivisioni dei post pubblicati in rete dai giornalisti del gruppo. Anche Appello per Lecco, attraverso una nota ufficiale ha definito la chiusura dell’emittente  un “momento triste per l’informazione indipendente della nostra città e territorio”.

“Il direttivo allargato di Appello per Lecco si é incontrato questa sera per promuovere un consuntivo sulle attività svolte nel corso del 2018 e pianificare il programma 2019.
Il direttivo dell’associazione venuto a conoscenza dell’annuncio del l’imminente chiusura di Teleunica si è soffermato a riflettere sulla grave perdita di una componente essenziale, autorevole ed indipendente nel panorama dei Media e network locali.
Appello per Lecco, in attesa di capire esattamente la situazione, intende pubblicamente ringraziare Teleunica e tutti i suoi collaboratori  per il servizio di informazione quotidiana, per la professionalità e indipendenza con la quale hanno svolto la loro attività .
Il territorio di Lecco perde una voce autonoma, rappresentativa e molto seguita dalla cittadinanza che costantemente ha saputo valorizzare la corretta informazione e dare risalto alle notizie più importanti per le nostre comunità .
La cessazione di questo servizio rappresenta un momento triste per tutto il settore dell’informazione e ci auguriamo che ci possa essere la possibilità di ripartire al più presto attraverso disponibilità provenienti dal mondo dei network o da investitori privati.
Per il momento l’associazione intende manifestare la propria solidarietà a tutti i dipendenti dell’emittente televisiva auspicando che nel territorio si possano trovare interlocutori  e risorse in grado di far ripartire il progetto di Teleunica”.

In campo anche l’ex sindaco  Boscagli

“L’annunciata chiusura di TeleUnica è un avvenimento di gravità assoluta per la città e il territorio di Lecco (ma anche di Sondrio)” ha aggiunto anche l’ex sindaco di Lecco Giulio Boscagli.

“Esprimo innanzitutto  la mia solidarietà alla redazione e a tutti i lavoratori della televisione (e ancor prima della Gazzetta) con i quali ho avuto il piacere di interloquire per molti anni trovando sempre competenza, intelligenza degli avvenimenti, cordialità e simpatia nei rapporti. E’ perciò anche un dispiacere personale quello che mi produce questa notizia.

Non posso peraltro non sottolineare come questo avvenimento si collochi in un momento storico del nostro territorio che mi appare caratterizzato da segni di serio declino. Non facciamoci trarre in inganno dalle statistiche annuali del Sole24Ore o dai segnali, anche se certo apprezzabili, di una tenuta dell’occupazione.

A me pare che il territorio stia subendo una sempre maggiore marginalità rispetto allo sviluppo regionale e nazionale. I litigi pubblici a proposito della formazione della Camera di Commercio unificata a Como sono l’indice di una incipiente subalternità verso territori più forti contro la quale i lecchesi hanno combattuto per decenni. La stessa dispersione degli organismi rappresentativi e istituzionali con alleanze diversificate fa perdere centralità ad un territorio, il nostro lecchese, che pur nelle sue ridotte dimensioni demografiche e geografiche è stato nel tempo territorio trainante di iniziative e progetti. Basti per questo ricordare la collaborazione all’interno del cosiddetto “Sistema Lecco” che ha consentito il decentramento virtuoso del Politecnico e del CNR oltre ad un rapporto positivo con le diverse politiche di Regione Lombardia e nazionali.

Perdere un così importante e delicato organo di informazione è in questo contesto ancor più grave e stupisce  che il  dare continuità a questo strumento non sia visto come una priorità anche da quel mondo economico che troppo volentieri guarda con distacco alle disgrazie altrui senza prevedere che potrebbero diventare anche le proprie in mancanza di una comune volontà di difesa e rilancio del territorio nel quale si è scelto di operare”.