Sepoltura negata a suor Cecilia, monaca benedettina nata e cresciuta a Pontida. A celebrare i funerali sabato 19 maggio, presso l’Abbazia di San Giacomo a Pontida, è stato il padre abate don Giordano Rota. In un momento di profondo dolore i familiari tuttavia hanno dovuto affrontare un altro dolore. E’ stata infatti negata alla religiosa di 89 anni la sepoltura nel cimitero di Pontida.

Sepoltura negata per una formalità

Sepoltura negata perché suor Cecilia, nata il 30 gennaio 1929 come Agostina Ravasio, non ha infatti raggiunto i 25 anni di residenza richiesti dal regolamento dei servizi cimiteriali. I regolamenti cimiteriali comunali solitamente fissano alcuni requisiti perché sia concessa la sepoltura. Nel caso in questione mancherebbe quindi un anno di residenza per vedersi riconosciuto il diritto alla sepoltura. La giovane pontidese infatti intraprese la vita monastica nel lontano 1953 come suor Cecilia, lasciando il paese all’età di 24 anni.

Una famiglia numerosa e radicata

La famiglia Ravasio è originaria di Pontida. I genitori della religiosa e quattro degli otto fratelli riposano proprio nel cimitero del loro paese natale. “Abbiamo fatto presente che eravamo disposti a cremarla per metterla nella tomba di nostro padre – racconta in lacrime la sorella Teresa – ma ci è stato detto che non era comunque possibile”. I fratelli superstiti, residenti a Pontida, non si danno pace.

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Ma è davvero così?

Il regolamento in oggetto all’articolo 25 riporta dunque tutte le casistiche in cui si abbia diritto ad essere sepolti presso il cimitero locale. E tra i vari punti compare la clausola dei 25 anni di residenza cumulativi. In questo caso però la religiosa si è allontanata da Pontida per servire la comunità attraverso la vita monastica. La soluzione, in realtà, sembrerebbe esserci…

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