“La FP CGIL di Lecco conferma la decisione di proclamare lo stato di agitazione di tutto il personale della ASST di Lecco”. Lo annuncia segretario generale della Funzione Pubblica della Cgil di Lecco Catello Tramparulo .  La nota della Cgil arriva a qualche giorno dall’infuocata assemblea che si è svolta in ospedale a Lecco venerdì alla presenza dei rappresentanti delle sigle sindacali e delle RSU. Assemblea già svolta a Merate e in programma per dopodomani, 9 febbraio a Bellano. I lavoratori della sanità che hanno preso parte all’assemblea hanno denunciato condizioni di lavoro tanto difficili che gli operatori preferiscono andarsene. Tra questi nomi eccellenti come quelli del  Daniele Prati, direttore di Medicina Trasfusionale e di Ematologiae del  dottor Gianni Balza, specialista in Endocrinologia e Diabetologia.

Stato di agitazione nella sanità lecchese

“L’assemblea al Presidio ospedaliero di Bellano ha concluso il ciclo di incontri organizzati da RSU e OOSS per discutere con le lavoratrici e i lavoratori della ASST di Lecco” spiega il segretario fp Cgil. “Durante le assemblee sono emerse diverse criticità.  Alcune sono  riconducibili direttamente alla gestione interna del personale.  Altre a scelte “esterne” imposte da normative nazionali e regionali. Norme  che impongono tagli alla spesa dei dipendenti. Negli ultimi anni la sanità lombarda è stata inoltre oggetto di una vera e propria rivoluzione che ha determinato la creazione di due nuove realtà”. Il sindacalista fa quindi riferimento a ASST di Lecco (ex Azienda ospedaliera) e ATS della Brianza (nata dalla fusione delle ASL di Lecco e Monza).

I lavoratori hanno subito i cambiamenti

“Secondo il sindacato quindi “Le modifiche organizzative non hanno visto il coinvolgimento attivo dei lavoratori, che hanno subito passivamente scelte calate dall’alto, spettatori inermi di eventi che avrebbero dovuto vederli protagonisti. Ancora una volta sono loro a pagare. Oltre alla riforma, dal 2009 hanno dovuto subire il blocco del contratto nazionale di lavoro, la legge Brunetta e una vergognosa campagna diffamatoria del lavoro pubblico”.

Le criticità emese surante le assemblee

Dalle assemblee è emersa una situazione preoccupante. “Il personale è insufficiente rispetto ai carichi di lavoro e a poco bastano le rassicurazioni che ci fornisce la Direzione aziendale” sottolinea Catello Tramparulo. “L’attuale sistema che regola le assunzioni non basta nemmeno a sostituire il personale uscente. L’invecchiamento della popolazione lavorativa, determinato dal blocco imposto dal sistema pensionistico, sta determinando una condizione insostenibile nei reparti, nei servizi territoriali e negli uffici. Altrettanto non aiuta una gestione del personale spesso troppo burocratica e poco attenta alle reali esigenze dei lavoratori”.  Gestione del personale che quindi per il sindacalista “non è stata in grado di fornire risposte adeguate ai problemi”.

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Lo scopo dello stato di agitzione

Secondo Catello Tramparulo le carenze di personale spesso sono gestite attraverso i rientri in servizio e l’utilizzo del lavoro straordinario. “Si tratta di  strumenti previsti dalla normativa contrattuale, ma che alla fine sfiancano il personale .Causano però un aumento delle malattie e degli infortuni sul lavoro. È giunto il tempo di valorizzare realmente i servizi territoriali (ADI, SERT, CONSULTORI), superando la logica ospedalocentrica. Tutto ciò verso una politica orientata al potenziamento dei servizi e del personale. Le assemblee ci hanno consegnato un mandato inequivocabile. Ovvero quello di  aprire lo stato di agitazione”. Con quele scopo?  “Per rappresentare a tutti i livelli istituzionali le condizioni in cui sono costretti a operare quotidianamente i dipendenti della ASST di Lecco”.

Grido d’allarme

“Durante l’incontro del 6 febbraio, avvenuto tra le categorie confederali delle funzioni pubbliche (FP CGIL LECCO, FP CISL LECCO/MONZA, UIL LARIO), abbiamo ribadito alla direzione aziendale che per la FP CGIL lo stato di agitazione rappresenta un GRIDO DALL’ALLARME che non può restare inascoltato”.

Le richieste del sindacato

La FP CGIL di Lecco chiede l’impegno formale della ASST di Lecco nel segnalare a Regione Lombardia le criticità relative alla carenza di personale e di risorse economiche. ” Riteniamo che, nonostante le regole inique che governano la sanità a livello nazionale e regionale, sia possibile giungere in breve tempo accordi condivisi sulla gestione della mobilità interna, sulle progressioni orizzontali, sulla gestione part time temporanei, sulla conciliazione tempi di vita/ lavoro, sulla gestione parcheggi aziendali. Bisogna mettere in campo ogni azione volta a migliorare le condizioni di chi lavora”.

Asst lecco eccellenza grazie al personale

“Crediamo che l’ASST di Lecco sia un’eccellenza nel panorama della sanità nazionale grazie all’impegno del personale che va valorizzato e non denigrato” colclude il segretario Funzione pubblica della Cgil. “È necessario aprire una nuova stagione nelle relazioni sindacali, fatta di confronto e di scontro, quando necessario. Chiediamo più concretezza e meno parole, più accordi e meno proclami. Il nostro obiettivo resta e rimane quello di migliore la condizione materiale di chi lavora, non abbiamo la necessita di spettacolarizzare o denigrare nessuno: più fatti e meno parole2.