Salviamo il lago: sindaci, comitato e autorità di bacino invocano un intervento della Regione. Si è svolto ieri, martedì 2 aprile un sopralluogo Lago di Olginate, che in questi giorni a causa della emergenza idrica versa in condizioni davvero critiche. Ma al di là della situazione contingente, al centro del summit che ha visto la partecipazione del presidente del “Bacino dei laghi minori” Luigi Luisardi, del vice presidente Giuseppe Mauri, del direttore Alessandro Falanga e i dei  sindaci di Olginate e Calolzio Marco Passoni e Marco Ghezzi, c’è stata la impellente volontà di ribadire a Pirellone e a Parco Adda Nord la necessità di attivare il tanto atteso progetto di ripristino.

In campo il Comitato “Salviamo il Lago di Olginate”

Progetto che i membri del Comitato “Salviamo il Lago di Olginate”, rappresentato ieri durante il sopralluogo dallo storico ex sindaco Italo Bruseghini e da Luciano Redaelli, sostengono convintamente da anni. Ovvero da quando il fiume Adda ha subito un vero e proprio scempio a causa delle operazioni di scavo effettuate con l’obiettivo di rendere navigabile da Addarella anche questo tratto di Adda.

Italo Bruseghinie Luciano Redaelli

Le gravi conseguenze dei lavori

L’intervento, coordinato dal Parco Adda Nord, risale al 2009 e venne immediatamente bloccato dopo che i primi scavi, effettuati oltre la misura stabilita, avevano evidenziato delle conseguenze molto più gravi del previsto e, di fatto, insostenibili per l’ecosistema del fiume con la formazione  di isole nel bel mezzo del lago di Olginate.  Non solo ma è stato appurato che i lavori avevano provocato un abbassamento del livello dell’acqua di ben 38 centimetri rispetto ai 20 previsti.

Leggi anche:  Furti in bar e negozi: arrestato pluripregiudicato

Urgente il ripristino dei luoghi

Da allora si sono susseguite solo parole e promesse, speranze di intervento e marce indietro,  ma la situazione non è cambiata e il progetto di ripristino sembra essere stato dimenticato. Il sopralluogo di ieri, preceduto anche da un vertice in municipio a Olginate promosso con l’obiettivo di panificare un incontro con Regione e Parco Adda Nord, ha fatto emergere ancora una volta, come se ancora ce ne fosse bisogno, che il tratto olginatese dell’Adda non può e non deve essere navigabile. Tutti quindi si sono trovati concordi nel tornate a battere i pugni sul tavolo per fare in modo che Regione Lombardia, anche attraverso un accordo di programma tra tutti i soggetti coinvolti, metta in atto il progetto di ripristino dei luoghi cancellando una volta per tutte le ferite inferte all’Adda.